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	<title>Lo Sgamato &#187; facebook</title>
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	<description>Muoversi a Milano, ma anche starci fermi</description>
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		<title>Intervista a &#8220;I Due Bugiardi&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Dec 2012 18:19:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>D.Lorenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi sono, quanti sono e da dove vengono “I Due Bugiardi”?                                                                                         [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.losgamato.it/2012/12/07/intervista-a-i-due-bugiardi/539924_438571152873687_428965527_n/" rel="attachment wp-att-15257"><img class="alignleft size-full wp-image-15257" src="http://www.losgamato.it/wp-content/uploads/2012/12/539924_438571152873687_428965527_n.jpg" alt="539924 438571152873687 428965527 n Intervista a I Due Bugiardi" width="720" height="960" title="Intervista a I Due Bugiardi" /></a></p>
<p><strong>Chi sono, quanti sono e da dove vengono “I Due Bugiardi”?                                                                                                                                 </strong></p>
<p><strong></strong>I due bugiardi ad oggi sono quattro elementi, dal granducato di Parma&amp;Piacenza. Ci piace vedere la cosa come “collettivo” quindi non è da escludere che in futuro possano diventare 8 o 1. Detto questo: per comodità chiameremo i componenti con dei numerali quindi 1 2 3 e 4, anche perché noi non siamo musicisti, più che altro siamo attori, degli arlecchini ecco.</p>
<p><strong>Il 14 novembre avete partorito il vostro primo EP “Per” scaricabile gratis da internet. Raccontateci brevemente la sua nascita.</strong></p>
<div>
<p>L’Ep nasce facendo le cose al contrario: in pratica una volta scritte tutte le canzoni arrangiate con la chitarra abbiamo rovinato tutto. Aboliti i ritornelli, abolite le frasi che ieri sarebbero finite sulla comix e oggi sarebbero stati su facebook. Abolito il senso: niente è collegato, non c’è un messaggio di fondo, non c’è niente. Abbiamo tentato di mettere più dissonanze possibili, ma ci siamo imposti un paletto: fare un disco pop. Il risultato è questo, a tratti agrodolce e a tratti se vogliamo accomodante. Siamo molto contenti di non averlo registrato in uno studio vero, di non avere un produttore (anche se almeno una decina di personaggi che potremmo includere nel mondo dell’indie rock, ha sentito la “bozza” e ci ha dato saggi consigli; li ringraziamo di cuore). Come ho già detto, è un disco senz’anima e senza cuore, ma che al pari di un testo teatrale può essere “messo in scena” e reinterpretato tutte le volte. Ecco. La musica è solo la punta dell’iceberg, il concetto di teatro-canzone su cui stiamo lavorando è la nostra cosa preferita.</p>
<p><strong>Considerate la rete l&#8217;unica scelta possibile per poter entrare in contatto con un pubblico che ancora non vi conosce? O il web rappresenta semplicemente il modo migliore per poter emergere?</strong></p>
<p>&#8221; Immaginatevi di essere in un supermercato e finito di fare la spesa avete qualche spicciolo in tasca, così, andate alle macchinette colorate dove puoi provare a prendere un peluche col braccio meccanico.<br />
Ecco, il mondo musicale funziona più o meno così.<br />
Personaggi Importanti scelgono chi far diventare dei cantanti famosi, tanto hanno i soldi possono buttarci migliaia di monetine pur di riuscire nella loro impresa.<br />
Dopo aver pescato il &#8220;peluche\prescelto&#8221; lo impongono con violenza al ceto medio che come un eroinomane quando sente la frase &#8220;combattimento con le spade&#8221; inizia a sbavare.<br />
Il punto è questo, con l&#8217;ausilio del web si possono aggirare questi Personaggi Importanti, in più si è molto più visibili, ormai facebook e youtube fanno parte della nostra vita come fossero vitamine e con una botta di culo alla volta ci si può piazzare sulla superficie di questo cumulo di artisti\peluche, in modo tale che i passanti porgano lo sguardo dentro alla macchinetta con il braccio meccanico e vedano e si interessino ad un fenomeno inusuale.&#8221;</p>
<p><strong>Influenze particolari, con annessi vaccini antivirus utilizzati, per l&#8217;ideazione dell&#8217;EP?</strong></p>
<p>Antivirus prima di tutto: avremmo potuto far passare un’immagine di figoni alternativi, comunicando cose tipo “guardate quanto siamo profondi, creativi e intelligenti!” e SICURAMENTE ci avrebbe portato più fortuna a livello di notorietà. Purtroppo per noi però, siamo semplicemente dei meganerd. Ci piacciono le serie tv, i videogame, i fumetti, i giochi da tavolo (quelli meno noti come jungle speed, o il classico backgammon), il football, l’NBA, i fast food… ci siamo lasciati influenzare da ciò che noi siamo. Il risultato è (credo) un disco sincero: non abbiamo traviato niente per strizzare l’occhio a un certo tipo di pubblico. Potevamo registrare tutto con la chitarra, in un simil acustico, farci delle belle foto con instagram, avremmo potuto citare Beckett o Pasolini (per dirne due) e avremmo limonato con chiunque. Avremmo potuto fingere di essere tristi (assicuro, nella musica italiana funziona), invece ci ritroviamo a fingere di essere burloni.<br />
Ecco: l’antivirus è impedire che un certo tipo di mood della musica italiana ci contagi. Siamo persone normali, tutti siamo persone normali: non c’è bisogno di spacciarci per poeti perché ci stiamo solamente divertendo. Purtroppo è così: la platea “indie” italiana tende ad innalzare a musica aulica dei dischi normalissimi. Non voglio fare polemica ma è evidente che se questo tipo di pubblico che si colloca nel mondo degli alternativi avesse ascoltato almeno una volta nella vita, anzi, se almeno sapesse dell’esistenza di certi dischi (non so, “il giorno aveva cinque teste” di Dalla, “anima latina” di Battisti, “pigro” di Graziani) il neo-cantautorato in Italia non esisterebbe perché il messaggio passabile sarebbe “hey! sì ok sei orecchiabile ma che noia!”; noi per sicurezza facciamo schifo, così non corriamo il rischio che qualcuno ci definisca geniali o un esempio da seguire.<br />
A parte questa annoiante divagazione, se c’è un artista che ci ha dato lo stimolo per prendere questa strada, sono gli Addamanera.</p>
<p><strong>Nella copertina e nelle sonorità c&#8217;è un forte richiamo al mondo dei videogames&#8230;</strong></p>
<p>Personalmente amo i videogames ed è stato bello cercare di stabilire un nesso. Mi hanno sempre affascinato i suoni 8bit, tipo quelli del commodore 64, nel nostro caso specifico mi piace il loro amalgamarsi con i suoni più complessi che ci girano attorno. Poi non siamo capaci di suonare quindi questo discorso su cosa è bello non vale più.</p>
<p><strong>Nel video del vostro primo singolo <a href="http://www.youtube.com/watch?v=zFxtM8chCd0" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=zFxtM8chCd0&amp;referer=');">&#8220;La Ballata di Collodi&#8221;</a>c&#8217;è la somiglianza tra un tizio che balla e B. Chi si nasconde dietro a quella maschera?</strong></p>
<p>Io, al contrario Silvio indossava la sua maschera preferita, quella da D&#8217;Alema.</p>
<p><strong>Quanti soldi vi ha dato Emilio Fede per far mettere la propria voce nella vostra prima canzone dell&#8217;album “Antenna”?</strong></p>
<p>Emilio è stato come al solito gentilissimo: oltre ad esseri autoeletto Fan n°1 ci ha svelato che l&#8217;anno prossimo condurrà Sarabanda nella fascia oraria 20:15 / 21:00, su Italia 1, e ci ha promesso che ci permetterà di fare le vallette (già conosciute come &#8220;notine&#8221;). Ovviamente a meno che non venga eletto in parlamento con il suo partito VogliamoVivere.</p>
<p><strong>Se volete scoprire altre bellezze de &#8220;I due bugiardi&#8221; qui sotto i link alla loro pagina Facebook e al download gratuito del loro primo EP.</strong></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/i.2.bugiardi?fref=ts" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.facebook.com/i.2.bugiardi?fref=ts&amp;referer=');">PAGINA FACEBOOK</a></p>
<p><a href="http://iduebugiardi.bandcamp.com/album/per" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/iduebugiardi.bandcamp.com/album/per?referer=');">FREE EP DOWNLOAD</a></p>
<div></div>
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		<title>Metti via quel maledetto telefono!</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Oct 2012 10:57:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Vegetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La mia generazione, quella dei ventenni, ha avuto l’occasione particolare di trovarsi a crescere a cavallo della piccola-grande rivoluzione della tecnologia di massa, partita da fine anni ’90. Siamo cresciuti a metà tra le ricerche in biblioteca e quelle su internet (o sulle fantomatiche enciclopedie multimediali), quando c’era chi ancora preferiva scrivere tutto a mano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://farm7.staticflickr.com/6108/6875907536_7e72bd5523_b.jpg" alt="6875907536 7e72bd5523 b Metti via quel maledetto telefono!" width="1024" height="681" title="Metti via quel maledetto telefono!" />La mia generazione, quella dei ventenni, ha avuto l’occasione particolare di trovarsi a crescere <em>a cavallo</em> della piccola-grande rivoluzione della tecnologia di massa, partita da fine anni ’90. Siamo cresciuti a metà tra le ricerche in biblioteca e quelle su internet (o sulle fantomatiche <em>enciclopedie</em> <em>multimediali</em>), quando c’era chi ancora preferiva scrivere tutto a mano e chi invece si presentava con i suoi bei fogli in <em>Comic Sans</em>. Abbiamo passato l’adolescenza tra la “vecchia” TV, protagonista degli anni ’80, e lo streaming online; dal primo cellulare con schermo da mezzo pollice e <em>Snake 2D</em>, attraverso vari miracoli: il T9, lo schermo a colori, le suonerie polifoniche, le faccine negli SMS, il gattino virgola (ma quello ahimè è ancora recente). E sì, siamo piombati anche noi (chi più chi meno, naturale), nell’era dello <em>smartphone</em>, del <em>social</em>, della <em>condivisione</em>. Tutti termini inventati da esperti di marketing o da giornalisti che poco sanno di ciò che parlano (hanno comprato un <em>iPhone</em> il giorno prima di scrivere l’articolo e hanno scoperto che c’è l’app per <em>fareunacagatacomeunaltra</em> e devono farlo sapere al mondo con paroloni molto <em>inglisc</em>). Solo che siamo in una posizione privilegiata, proprio perché siamo cresciuti con il fenomeno. Non come le generazioni più recenti, che ci sono sempre state dentro (di recente a un museo ho notato come tantissimi bambini sui dieci anni o meno cercassero di <em>toccare</em> qualsiasi schermo per cambiare schermate, zoomare, ecc. Per loro il <em>touch</em> è la cosa più naturale del mondo); né come le generazioni più vecchie, che spesso sono state un po’ <em>esterne</em> all’evoluzione, salvo poi caderci dentro in modo poco dignitoso non appena scoperte poche banalità (mamme prima infastidite dai figli sempre <em>attaccati a quel coso</em> che poi non riescono a mollare i propri messaggini o il proprio gioco, nemmeno quando si aprono le porte del metrò! Vi bandisco dalle reti 3G di tutto l’universo!). E allora vale la pena farsi delle brevi ma significative domande riguardo a quella sensazione che più volte ho provato, e scommetto molti lettori <em>sgamati </em> hanno sentito, quando si sale sulla metropolitana, si entra in una sala d’attesa, o anche ci si siede al tavolo di un bar. Tanti, tanti telefoni, smartphones, tablets che coi loro piccoli grandi schermi illuminano l’ambiente; e su di loro teste chine, sguardi fissi e dita veloci.<br />
<em>E’ un bisogno che deriva dalla noia, e basta?<br />
Se lo facciamo sempre mentre siamo soli e non c’è altro su cui concentrarsi, poi finiamo per assuefarci e continuiamo anche quando siamo tra amici?<br />
Chi si incolla davanti allo schermino al bar, con altri, è una forma degenere di chi lo fa in metropolitana, quando è solo e annoiato, o le due cose sono diverse?<br />
Siamo davvero capaci di distinguere il mondo dove poggiamo i piedi da quello dentro al telefono? Intendo dire: se vogliamo “evadere” per un attimo dal luogo in cui siamo, non finiremo per sentire il bisogno di </em>essere sempre altrove<em>?<br />
Siamo in grado di fare il migliore utilizzo possibile degli strumenti (potentissimi) che la tecnologia ci fornisce?<br />
Insomma le informazioni che ci arrivano tramite questi strumenti ci servono per migliorare la nostra vita </em>reale <em>o sono fini a se stesse?<br />
E infine una domanda che può sembrare banale, ma leggete anche gli altri possibili significati: aggiungiamo un amico su Facebook per uscire insieme e andare da qualche parte, o forse andiamo da qualche parte e usciamo insieme per aggiungerci su Facebook?</em></p>
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		<title>Le pubblicita&#8217; mirate: ovvero come siamo spiati ad ogni accesso.</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Oct 2012 19:11:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>R.Davide</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Le pubblicita mirate: ovvero come siamo spiati ad ogni accesso." src="http://www.losgamato.it/wp-content/uploads/2012/10/Schermata-2012-10-24-a-16.05.26.png" alt="Schermata 2012 10 24 a 16.05.26 Le pubblicita mirate: ovvero come siamo spiati ad ogni accesso." width="642" height="428" />&#8221;Che caso! Questo sito internet mi consiglia di comprare proprio quelle scarpe che volevo! E quel master di media e comunicazione a Edimburgo? Mi potrebbe interessare&#8221;. Ma come fanno i computer a indovinare tutto questo? Facile, non lo fanno, lo sanno già: glielo abbiamo detto noi. Dopo il web 2.0, quello in cui tutti possono scrivere, condividere e pubblicare contenuti (sui blog e i social network) ecco la nuova fase del magico mondo virtuale: le pubblicità mirate. Mirate su di noi, gli utente casuali centrati dal mirino di un pubblicitario-cecchino.</p>
<p>Un marketing così, non si era mai visto: si dice addio alla ricerca disperata di attirare l&#8217;attenzione di tutti, ora è sufficiente quella di una sola persona alla volta. Risultato, si colpisce con efficacia ogni singolo , senza &#8221;sparare nel mucchio&#8221;. E come vengono acquisite le informazioni? Semplicissimo, anche sui siti dei quotidiani esistono i cosiddetti file di log che permettono di sapere gli articoli più letti, una cosa analoga succede ogni volta che ci colleghiamo a Facebook o Twitter e poi visitiamo altri siti. <strong>Facebook rintraccia i nostri viaggi, ci segue sito per sito</strong> <strong>come una mamma cattiva che non solo non ci darà la caramella, ma si fregherà anche la nostra paghetta.</strong></p>
<p>E per i più innocenti, lo scriviamo direttamente: <strong>i social networks non sono un&#8217;opera di bene, ma il prodotto di un&#8217;azienda che offre un servizio e che in cambio vuole un ricavo economico</strong> (no, non stiamo dicendo che FB diventerà a pagamento, quella è la solita bufala che girava dai tempi di MSN) e quindi ecco le pubblicità personalizzate. Ogni informazione sul web è da considerarsi sulla pubblica piazza: dal luogo in cui vivete o siete stati in vacanza, alla materia che studiate, i gruppi musicali e perfino le marche di vestiti preferite vengono registrate dal Grande Fratello per poi meglio organizzare gli spazi pubblicitari da cedere alle aziende. Per mantenere veramente la propria privacy bisognerebbe non avere internet, cellulare e carta di credito.</p>
<p>Perciò tre consigli:</p>
<ol>
<li><strong>Caricate meno informazioni personali possibile</strong> (email e numeri di telefono in primis) e quando lo fate controllate tutti i settings per la privacy: meno gente ha l&#8217;accesso, meglio è.</li>
<li>Usate i numerosi programmi sul web per <strong>controllare quante informazioni sono online</strong> e regolatevi al riguardo. Sapere quanto fate guadagnare a Zuckerberg &amp; Company vi farà smettere di caricare foto del vostro cane ogni 3 giorni.</li>
<li>Non pensate che cancellare <strong>un contenuto già pubblicato</strong> lo elimini del tutto: per ore, mesi o forse anni, <strong>rimarrà salvato su qualche server </strong>sparso nel mondo, facilmente recuperabile anche da un non esperto.</li>
</ol>
<p><em>(foto di Franco Bouly)</em></p>
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Chi sono, quanti sono e da dove vengono “I Due Bugiardi”?                                                                                                                                 

I due ...</small></li></ul><script type="text/javascript">
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		<title>Call for volunteers: BOOKCITY</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Oct 2012 13:03:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>D.Daniela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[BOOKCITY &#8211; Visita il sito Nell&#8217;ultimo decennio, la parola &#8220;libro&#8221;, almeno nella versione inglese, è stata plasmata e storpiata in ogni qual modo. Dal book fotografico da 300 euro per diventare comparsa, nemmeno pagata, al famoso &#8220;Faccialibro&#8221; che ci tiene incollati tutti davanti al computer. A Novembre, Milano si riappropria della parola libro, è ne diventa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-14077" title="Call for volunteers: BOOKCITY" src="http://www.losgamato.it/wp-content/uploads/2012/10/partecipa-a-bookcity-milano.gif" alt="partecipa a bookcity milano Call for volunteers: BOOKCITY" width="580" height="260" /></p>
<p><strong>BOOKCITY</strong> &#8211; Visita il <a title="bookcity milano " href="http://www.bookcitymilano.eu/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.bookcitymilano.eu/?referer=');">sito</a></p>
<p>Nell&#8217;ultimo decennio, la parola &#8220;libro&#8221;, almeno nella versione inglese, è stata plasmata e storpiata in ogni qual modo.<br />
Dal book fotografico da 300 euro per diventare comparsa, nemmeno pagata, al famoso &#8220;Faccialibro&#8221; che ci tiene incollati tutti davanti al computer.<br />
A Novembre, Milano si riappropria della parola libro, è ne diventa la città. La città dell&#8217;editoria e del caffè come ritrovo per discutere delle ultime idee in campo letterario, ospita una nuova rassegna. <strong>BOOKCITY</strong>, patrocinata dalla Fondazione Feltrinelli, Mondadori, Corriere della Sera, dalla Scuola Mauri e ovviamente dal Comune di Milano, è un&#8217;iniziativa che non consiste in un singolo evento, ma in centinaia, che gli stessi cittadini possono proporre ed organizzare.</p>
<p>Ci saranno incontri con gli autori, presentazioni di libri, mostre, e la città risuonerà della parola scritta. Il Comune di Milano<br />
Si può, come già detto, contribuire in diversi modi. Il più ovvio: recarsi a qualcuno degli eventi &#8211; il programma sarà svelato intorno al 6 novembre- , organizzare un evento nelle scuole, librerie etc, oppure attivamente come volontari.<br />
Siete liberi <strong>dal 16 al 18 Novembre</strong>? Non perdete quindi la possibilità di rendere i vostri servigi al regno della letteratura e della pagina stampata. Le candidature sono possibili <a href="http://www.bookcitymilano.eu/canditati-come-volontario.php" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.bookcitymilano.eu/canditati-come-volontario.php?referer=');">entro il 30 Ottobre</a>. Altrimenti, controllate meticolosamente dai primi di Novembre il programma, e invadete le strade di Milano anche per me, lontana 3000 km da Milano, che sembra pronta per una nuova rinascita culturale.</p>
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		<title>Pillole di Cinesofia &#8211; senza obbligo di ricetta</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 01:15:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Collaboratori occasionali ma non troppo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Incredibile quanto scontato, ben conosciamo l’effetto delle condizioni climatiche sul nostro agire. Il nostro animo perverso, a quanto pare, prova un’immensa soddisfazione nel comunicare al mondo che ‘a Milano nevica!’, come attesta il libro delle facce da almeno un paio di giorni.</p>
<p>Dopotutto, benché spesso ci si arresti ad ammirare la superficie delle cose, è proprio questo il caso in cui non occorre andare oltre: arrendersi ai limiti dell’essere umano sarà il primo passo per guadagnarsi una posizione nelle schiere dei testimoni di Geova. E magari anche un angolo di paradiso. Forse.</p>
<p>La glaciazione è alle porte ma non dobbiamo temere, Milano ha ancora da offrirci qualcosa di buono.</p>
<p><a href="http://www.losgamato.it/2012/02/03/pillole-di-cinesofia-senza-obbligo-di-ricetta/cinesofia_cover/" rel="attachment wp-att-8129"><img class="alignleft size-full wp-image-8129" src="http://www.losgamato.it/wp-content/uploads/2012/02/cinesofia_cover.jpg" alt="cinesofia cover Pillole di Cinesofia   senza obbligo di ricetta" width="620" height="421" title="Pillole di Cinesofia   senza obbligo di ricetta" /></a>Cinesofia &#8211; rassegna milanese di Cinema e Filosofia, presso la <a href="http://www.centrosanfedele.net/easyne2/LYT.aspx?IDLYT=1266&amp;ST=SQL&amp;SQL=ID_Documento=2&amp;CODE=CCSF" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.centrosanfedele.net/easyne2/LYT.aspx?IDLYT=1266_amp_ST=SQL_amp_SQL=ID_Documento=2_amp_CODE=CCSF&amp;referer=');">Fondazione Culturale San Fedele</a>, nasce dalle brillanti menti di Andrea Lavagnini e Giuseppe Zito.</p>
<p>Il progetto, sviluppato in collaborazione con <a href="http://www.spaziocinema.info/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.spaziocinema.info/?referer=');">Apollo SpazioCinema</a>, propone una selezione accurata tra i più maestosi titoli della stagione. Da Sokurov a Von Trier, un breve ciclo di proiezioni, lette ed interpretate da critici cinematografici e filosofi.</p>
<p>Come ci racconta Andrea: “L&#8217;idea è quella di far confrontare sul terreno comune dell&#8217;immagine, un filosofo e un critico cinematografico; trovando, in un dialogo incrociato, possibili sentieri interpretativi nel film”. La rassegna tocca sei film recenti, tra estetica, morale e scienze umane; in uno spazio tempo previsto fra il 3 febbraio e il 9 marzo, sempre alle ore 20.</p>
<p>Le serate saranno così suddivise:</p>
<p><strong>Venerdì 3 febbraio</strong>, Auditorium San Fedele &#8211; <strong>“Faust”</strong> di Aleksander Sokurov<br />
“Per lo più l’uomo, quando ascolta parole, crede di doverci trovare anche pensieri” (Mefistofele)</p>
<p>Quarta e ultima parte della tetralogia di Sokurov sulla natura del potere, con gli interventi di Bruno Fornara (critico per Cineforum e docente presso la scuola di scrittura Holden di Torino) e del Professor Fulvio Carmagnola (docente di filosofia estetica presso l’Università Bicocca).</p>
<p><strong>Giovedì 9 febbraio</strong>, Apollo SpazioCinema &#8211; <strong>“A Dangerous Method”</strong> di David Cronenberg</p>
<p>Il diario di una segreta simmetria, interpretato dal Professor Pietro Rizzi (psicanalista e docente universitario) e dal critico Luca Barnabè (Ciak, Duellanti).</p>
<p><strong>Venerdì 17 febbraio</strong>, Auditorium San Fedele &#8211; <strong>“Somewhere”</strong> di Sofia Coppola</p>
<p>Il tempo e la percezione del vuoto, interventi del Professor Silvano Petrosino (docente di semiotica) e della critica Silvia Colombo.</p>
<p><strong>Giovedì 23 febbraio</strong>, Apollo SpazioCinema &#8211; <strong>“This Must be the Place”</strong> di Paolo Sorrentino</p>
<p>Il viaggio, lo spaesamento e la condizione postmoderna, ospiti Gianni ‘sua maestà’ Canova (docente di storia del cinema) e Maria Tilde Bettetini (docente di filosofia estetica).</p>
<p><strong>Venerdì 2 marzo</strong>, Auditorium San Fedele &#8211; <strong>“The Tree of Life”</strong> di Terence Malick</p>
<p>L&#8217;uomo, la memoria e la trascendenza, interventi del Professor Roberto Diodato (docente di estetica presso l’Università Cattolica) e del Professor Fabio Vittorini (docente di letterature comparate presso lo IULM di Milano, critico musicale e cinematografico).</p>
<p><strong>Giovedì 8 marzo</strong>, Apollo SpazioCinema &#8211; <strong>“Melancholia”</strong> di Lars von Trier</p>
<p>In chiusura, la Prof.ssa Elisabetta Locatelli (docente di estetica delle Arti Visive e Nuovi Media) e Vincenzo Rossini (direttore del Milano Film Festival) presentano ‘la fine e la sua fenomenologia’.</p>
<p>Perlomeno la smetterete di parlare del tempo.</p>
<p>Info e costi:</p>
<p>ingresso singolo &#8211; 7 euro</p>
<p>abbonamento studenti &#8211; 21 euro</p>
<p>abbonamento 6 serate (valido per 2 persone) &#8211; 27 euro</p>
<p>prenotazioni &#8211; <a href="http://www.centrosanfedele.net/easyne2/LYT.aspx?IDLYT=3927&amp;ST=SQL&amp;SQL=ID_Documento=38&amp;CODE=CCSF" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.centrosanfedele.net/easyne2/LYT.aspx?IDLYT=3927_amp_ST=SQL_amp_SQL=ID_Documento=38_amp_CODE=CCSF&amp;referer=');">Auditorium San Fedele</a>, <a href="http://www.spaziocinema.info/sale/apollo/sez_biglietti/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.spaziocinema.info/sale/apollo/sez_biglietti/?referer=');">Apollo SpazioCinema</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">di Jack</p>
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BOOKCITY - Visita il sito

Nell'ultimo decennio, la parola "libro", almeno nella versione inglese, è stata plasmata e storpiata in ogni qual modo.
Dal book fotografico da 300 euro per diventare...</small></li><li><a href="http://www.losgamato.it/2012/06/30/nastri-dargento-2012-commento-non-richiesto-e-vagamente-cazzaro/" title="NASTRI D&#8217;ARGENTO 2012 COMMENTO NON RICHIESTO, VAGAMENTE CAZZARO">NASTRI D&#8217;ARGENTO 2012 COMMENTO NON RICHIESTO, VAGAMENTE CAZZARO</a><br /><small>Cari lettori sgamati, bentornati dal vostro Gigi Proiettile, in veste ufficiale di commentatore non di opere cinematografiche, bensì di eventi mondani. Cestinate pure l'app di Milano 2night dai vostri...</small></li><li><a href="http://www.losgamato.it/2011/12/09/arte-in-mostra-a-dicembre-qualcosa-e-andato-storto-a-voi-che-state-leggendo-questo-articolo/" title="Arte in mostra a Dicembre – qualcosa è andato storto: a voi (che state leggendo questo articolo)">Arte in mostra a Dicembre – qualcosa è andato storto: a voi (che state leggendo questo articolo)</a><br /><small>"In the quivering forest, where the shivering dog rests

our good grandfather built a wooden nest

and the river got frozen

and the home got snowed in

and the yellow moon glowed bright"

(...</small></li></ul><script type="text/javascript">
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		<title>Facebook (ma non solo) e la privacy</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 16:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Vegetti</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-6753" href="http://www.losgamato.it/2011/10/06/facebook-ma-non-solo-e-la-privacy/facebook22/"><img class="alignleft size-medium wp-image-6753" src="http://www.losgamato.it/wp-content/uploads/2011/10/facebook22-300x273.jpg" alt="facebook22 300x273 Facebook (ma non solo) e la privacy" width="300" height="273" title="Facebook (ma non solo) e la privacy" /></a>Il pubblico de Lo Sgamato, giovane, simpatico e bello, con molta probabilità utilizza quel <em>potente</em> strumento di distrazione che è <strong>Facebook</strong>, e guarda ormai con diffidenza gli amici che scelgono di farne a meno e di tenersene lontani. Tra questi, tuttavia, c’è una larga parte di <em>anti-Facebook,</em> <em>consapevoli,</em> che non mancano di attaccare ferocemente i social network (e ovviamente il principe tra essi) e gli utenti <em>ignari</em> che vi si iscrivono. La critica ricorrente in molti commenti o post che mi è capitato di scovare girovagando per la rete, consiste nel ritenere che Facebook sia tra i peggiori strumenti di <em>schedatura permanente</em> dell’utenza, che viene inconsapevolmente privata dei più elementari diritti di <em>privacy </em>per fini commerciali; inoltre iscriversi ad un social network condurrebbe direttamente al “<em>rendere visibile a infinite paia di occhi indiscreti tutto ciò che facciamo nella nostra vita</em>”. I maligni amministratori dei siti in questione, in pratica, violerebbero scientemente le nostre garanzie di riservatezza per frugare tra i nostri interessi, le nostre abitudini e le nostre consuetudini, e permetterebbero a malintenzionati <em>stalkers</em> di scoprire come si chiama la nostra fidanzata, dove vanno a scuola i nostri bimbi e cosa mangi il nostro gatto.<br />
Tralasciando la voluta ironia, non nego certamente che il problema sia reale e <em>tangibile</em>. Anzi, credo sia più pressante di quanto gli stessi <em>anti-social network</em> possano pensare; ma proprio per questo bisogna approcciare la materia da un punto di vista <em>radicalmente</em> differente, quasi integralista.<br />
La stessa parola <em>rete</em> ci dovrebbe fare intuire quello che il fondatore di Facebook, l’ormai celebre <a title="Wikipedia: Mark Zuckerberg" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mark_Zuckerberg" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/en.wikipedia.org/wiki/Mark_Zuckerberg?referer=');">Mark Zuckerberg</a>, ha detto senza alcun fronzolo: <em>“la privacy su internet non esiste”</em>. E questo non perché il crudele Zuckerberg ce la voglia sottrarre, ma perché è l’architettura stessa di <em>internet</em>, fatta di una connessione effettivamente a “rete” e non punto a punto (ricordiamolo, nacque proprio su richiesta dell’esercito statunitense per avere un <a title="Wikipedia: ARPANET" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Arpanet" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/en.wikipedia.org/wiki/Arpanet?referer=');">sistema di comunicazioni impossibile da interrompere</a>) a rendere possibile l’<em>interconnessione</em> tra le utenze; un server a un isolato da casa non è meno accessibile di uno posto agli antipodi. Per questo, passando alla pratica, non potremo <strong><em>mai</em></strong> avere la <strong><em>certezza</em> </strong>che una foto, un video, un commento o un articolo come questo restino privati, <em>nascosti</em> agli sconosciuti, se li “lanciamo” dentro nel grande mare di internet. E’ folle pensare che una foto pubblicata su Facebook, per quante restrizioni alla privacy si possano impostare, sia al <em>sicuro</em> da sguardi indesiderati: un copia-incolla, l’immagine salvata da qualcun altro (magari in totale <em>buona fede</em>) e ne perdiamo <em>definitivamente e irrimediabilmente </em>il possesso e il controllo. Ergo? La soluzione è semplicissima: non pubblicare <em>mai</em> su internet ciò che non vorremmo finisse fuori dal nostro controllo; specifico <em>fuori dal nostro controllo</em> perché l’espressione &#8220;<em>nelle mani sbagliate&#8221;</em> è del tutto fuorviante. Come potremmo mai sapere quali potrebbero essere le <em>mani sbagliate</em> tra uno, cinque o dieci anni? Zuckerberg in fondo ci ha fatto un favore: ci ha detto apertamente che in un modo o nell’altro tutto ciò che mettiamo <em>online</em> può diventare pubblico. Basta saperlo.<br />
Non si capisce dunque quali siano i timori dei nemici di Facebook, in fondo nessuno (per ora!) <em>ruba</em> informazioni dal nostro disco fisso; oppure se lo fa si chiama <em>hacker</em> e il suo è un reato punibile (punito?).<br />
Apro una piccola parentesi per i <em>fotografi compulsivi da festa o serata in discoteca</em>: basta! Questo è uno dei principali rischi per chi si iscrive a un <em>social network</em>: gli amici che ci taggano ovunque, senza preoccuparsi del fatto che potrebbero infastidirci; vale sempre quello che ha detto <a title="Wikipedia: G.B. Shaw" href="http://en.wikipedia.org/wiki/G.B.Shaw" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/en.wikipedia.org/wiki/G.B.Shaw?referer=');">G.B. Shaw</a>: “<em>Non fare agli altri quello che vorresti fosse fatto a te, i loro gusti potrebbero essere diversi</em>”.</p>
<p>Altro discorso riguarda invece in modo più ampio il sistema della rete (e non solo i <em>social network</em>): quello dei <a title="Wikipedia: HTTP Cookie" href="http://en.wikipedia.org/wiki/HTTP_cookie" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/en.wikipedia.org/wiki/HTTP_cookie?referer=');"><em>cookie</em></a> e dello <a title="Wikipedia: Spyware" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Spyware" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/en.wikipedia.org/wiki/Spyware?referer=');"><em>spyware</em></a>. Ogni volta che navighiamo su Internet con i nostri <a title="Wikipedia: Web browser" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Web_browser" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/en.wikipedia.org/wiki/Web_browser?referer=');">web browser</a> (Internet Explorer, Mozilla Firefox, Google Chrome, Opera, ecc.) c’è uno <em>scambio</em> di informazioni tra i siti che visitiamo e, appunto, il nostro browser; il sistema serve ad esempio per l’<em>autenticazione</em> su un sito o per inviare informazioni di vario tipo (ad esempio quando clicchiamo su un prodotto in un negozio <em>online</em> per metterlo nel nostro carrello virtuale). Tuttavia non sempre lo scambio di informazioni è <em>limpido</em> e talvolta i siti che visitiamo “chiedono” al nostro browser di fornirgli tutti i dettagli sul modo in cui stiamo navigando, come e dove clicchiamo, che cosa digitiamo, eccetera. Questo generalmente al fine di raccogliere informazioni su ogni utente e in base a queste proporre pubblicità <em>mirata e personalizzata</em> (ricordiamo che i profitti milionari di Google ma soprattutto di Facebook sono basati sugli annunci  pubblicitari); in certi casi si hanno invece dei <em>biscottini apertamente ostili</em> che cercano di carpire informazioni come password o in generale dati di accesso (si parla di <em>spyware</em>, non mi pare che su Facebook si sia arrivati a questi livelli).<br />
Sebbene un pop-up in più non cambi la vita, si può riuscire fruttuosamente a inibire questi sistemi: per gli utenti Firefox ad esempio esiste un <em>Add-On</em> chiamato <a href="https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/adblock-plus/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/addons.mozilla.org/it/firefox/addon/adblock-plus/?referer=');"><em>AdBlock</em></a> che oltre a bloccare ogni finestra pubblicitaria ferma i cookie “spioni”; ad uno scopo simile serve anche <a href="https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/disconnect/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/addons.mozilla.org/it/firefox/addon/disconnect/?referer=');"><em>Disconnect</em></a>.</p>
<p>Per non saper né leggere né scrivere, infine, si può richiedere a Facebook di inviarci un elenco di tutti i nostri dati in suo possesso, e all’occorrenza chiederne la cancellazione (a norma di legge comunitaria).<br />
Insomma “guardare da spettatori” la rete senza aprire al mondo una porta sulla nostra vita si può, basta essere <em>consapevoli</em> dei pericoli potenziali, ma soprattutto del fatto che ogni parola anche sussurrata sull’<em>oceano internet </em>difficilmente andrà perduta (e in base a questo decidere cosa dire, e cosa tenere per sé: nessuno ha ancora imparato a leggere nel pensiero). Per il resto sono pienamente convinto che i social network possano essere utilizzati in modo <em>semplice, fruttuoso</em> e <em>utile</em>, alla faccia dei detrattori che pensano servano <em>solo ed esclusivamente</em> per aggiornare lo stato ogni volta che si va in bagno o per soddisfare i propri istinti sessuali.</p>
<p><strong>P.S.:</strong> i link a Wikipedia inseriti in questo articolo rimandano al sito in inglese dell’enciclopedia per via dello <a title="Corriere della Sera.it" href="http://www.corriere.it/politica/11_ottobre_04/wikipedia-italia-bavaglio_b4a6c60a-eeb7-11e0-bc1a-2283ac81b740.shtml" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.corriere.it/politica/11_ottobre_04/wikipedia-italia-bavaglio_b4a6c60a-eeb7-11e0-bc1a-2283ac81b740.shtml?referer=');">sciopero della versione italiana</a>.</p>
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Chi sono, quanti sono e da dove vengono “I Due Bugiardi”?                                                                                                                                 

I due ...</small></li><li><a href="http://www.losgamato.it/2012/10/28/metti-via-quel-maledetto-telefono/" title="Metti via quel maledetto telefono!">Metti via quel maledetto telefono!</a><br /><small>La mia generazione, quella dei ventenni, ha avuto l’occasione particolare di trovarsi a crescere a cavallo della piccola-grande rivoluzione della tecnologia di massa, partita da fine anni ’90. Siamo c...</small></li></ul><script type="text/javascript">
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		<title>Brevi riflessioni post-elezioni</title>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 13:44:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>D.Lorenzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutto bello per carità, una piazza Duomo addobbata a festa per dare l&#8217;arrivederci (dopotutto siamo ancora in una democrazia) ad un&#8217;amministrazione di centrodestra che durava da quasi vent&#8217;anni. L&#8217;arancione è stato il protagonista incontrastato di queste elezioni che hanno visto una partecipazione incredibilmente stabile ed alta rispetto alle altre città italiane; nelle ultime tre votazioni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-5672" href="http://www.losgamato.it/2011/05/31/brevi-riflessioni-post-elezioni/pisapia/"><img class="alignleft size-full wp-image-5672" src="http://www.losgamato.it/wp-content/uploads/2011/05/pisapia.jpeg" alt=" Brevi riflessioni post elezioni" width="386" height="291" title="Brevi riflessioni post elezioni" /></a>Tutto bello per carità, una piazza Duomo addobbata a festa per dare l&#8217;arrivederci (dopotutto siamo ancora in una democrazia) ad un&#8217;amministrazione di centrodestra che durava da quasi vent&#8217;anni. L&#8217;arancione è stato il protagonista incontrastato di queste elezioni che hanno visto una partecipazione incredibilmente stabile ed alta rispetto alle altre città italiane; nelle ultime tre votazioni, ballottaggio compreso, la percentuale di milanesi recatasi ai seggi si è sempre attestata attorno al 67 %. Numeri a parte la vittoria di Milano si deve ad una persona indipendente che fa parte della società civile e non è iscritta a nessun partito: Giuliano Pisapia. Non è la vittoria dei partiti è la vittoria di una persona umile e moderata nei toni che è riuscita a cogliere il disagio di una città intera, ma soprattutto di molti elettori del centrodestra stanchi di essere amministrati da una moglie di un petroliere che non fa altro che difendere gli interessi commerciali del marito ed è molto simile a Mary Poppins, con tutto il rispetto parlando.</p>
<p>La società civile al di là di esprimere un voto è andata oltre. La coscienza della maggioranza che ha espresso la propria preferenza per Pisapia si è manifestata attraverso un senso di appartenenza che, come ci insegna Giorgio Gaber in una delle canzoni a cui è più legato, significa soprattutto &#8220;avere gli altri dentro di se.&#8221; Tutto ciò si è potuto respirare durante tutta la campagna elettorale, attraverso un candidato sindaco che ha voluto dialogare e sentire con le proprie orecchie le necessità che i cittadini gli facevano presente. Ora dovranno essere messe in pratica, noi saremo pronti a seguirlo e mantenere gli occhi vigili, come lui stesso ha richiesto? E&#8217; anche questa la nostra volontà? I confini tra democrazia rappresentativa e democrazia partecipativa sembrano essere ormai meno marcati, con questo non voglio dire che ogni decisione d&#8217;ora in avanti venga presa da tutti i milanesi all&#8217;unanimità, ma che tutti possano contribuire per dare una propria opinione per problemi che li riguardano più da vicino.</p>
<p>Il fatto che Pisapia abbia abbattuto a parole (&#8220;Io sono il nostro sindaco&#8221;) quel muro ideale che negli ultimi anni si era innalzato tra palazzo marino e i cittadini, mettendosi &#8220;nei nostri panni&#8221; mi lascia ancora un pò scettico. Il vero pantano dal quale la città è uscita è, a mio parere, quello dell&#8217;antiberlusconismo fine a se stesso, nonostante sia tornato in voga durante i festeggiamenti post-elezioni con cori da stadio per eccesso di felicità. L&#8217;autoironia del popolo di centrosinistra riguardo alle accuse infondate di vari esponenti della maggioranza, ha svolto un ruolo determinante a livello comunicativo sui media non tradizionali quali i due principali social network Twitter e Facebook <a href="http://www.youtube.com/watch?v=rwDWrrW4cg8" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=rwDWrrW4cg8&amp;referer=');">(qui il link ad uno dei video più riusciti e cliccati)</a>. L&#8217;ironia venne definita da Socrate come esercizio di intelligenza, quindi un segnale di attività che è andato certamente oltre al mero fatto di provare simpatia per l&#8217;ormai nuovo sindaco milanese.</p>
<p>&#8220;Che cos&#8217;è l&#8217;ironia? È il sentimento della realtà, che si mette dirimpetto quel mondo già tanto venerato, e ride.&#8221; Questo è quanto pensava Francesco De Sanctis scrittore e filosofo del diciottesimo secolo.</p>
<p>Ora la realtà è cambiata, ma starà a noi portarla per mano.</p>
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In esclusiva per LoSgamato, Giuliano Pisapia, laureato in Giurisprudenza e Scienze Politiche, notissimo avvocato penalista, ex deputato e attualment...</small></li><li><a href="http://www.losgamato.it/2012/10/25/le-pubblicita-mirate-ovvero-come-siamo-spiati-ad-ogni-accesso/" title="Le pubblicita&#8217; mirate: ovvero come siamo spiati ad ogni accesso.">Le pubblicita&#8217; mirate: ovvero come siamo spiati ad ogni accesso.</a><br /><small>''Che caso! Questo sito internet mi consiglia di comprare proprio quelle scarpe che volevo! E quel master di media e comunicazione a Edimburgo? Mi potrebbe interessare''. Ma come fanno i computer a in...</small></li><li><a href="http://www.losgamato.it/2012/10/19/call-for-volunteers-bookcity/" title="Call for volunteers: BOOKCITY">Call for volunteers: BOOKCITY</a><br /><small>

BOOKCITY - Visita il sito

Nell'ultimo decennio, la parola "libro", almeno nella versione inglese, è stata plasmata e storpiata in ogni qual modo.
Dal book fotografico da 300 euro per diventare...</small></li></ul><script type="text/javascript">
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		<title>Notizie in spot</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 12:43:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Collaboratori occasionali ma non troppo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi volevo sentirmi un po’ come Massimo Gramellini e raccogliere un po’ di notizie sfiziose lette qua e là… «Ridateci indietro il nostro tempo» Cosa fareste se da un giorno all’altro la vostra giornata cominciasse in piena notte? Cosa fareste se vi rubassero il tempo? È quello che è successo alla povera Kamčatka, una penisola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-3497" href="http://www.losgamato.it/2011/02/22/notizie-in-spot/giornali-2/"><img class="alignleft size-medium wp-image-3497" src="http://www.losgamato.it/wp-content/uploads/2011/02/giornali1-300x224.jpg" alt="giornali1 300x224 Notizie in spot" width="300" height="224" title="Notizie in spot" /></a></p>
<p>Oggi volevo sentirmi un po’ come Massimo Gramellini e raccogliere un po’ di notizie sfiziose lette qua e là…</p>
<p><strong>«Ridat</strong><strong>eci indietro il nostro tempo»</strong></p>
<p>Cosa fareste se da un giorno all’altro la vostra giornata cominciasse in piena notte? Cosa fareste se vi rubassero il tempo?</p>
<p>È quello che è successo alla povera Kamčatka, una penisola situata nell’estremo oriente russo. Da un giorno all’altro il presidente Medvedev ha deciso di cambiarne il fuso orario per avvicinarlo a quello della capitale.</p>
<p>La Russia ha ottimizzato il proprio sistema di fusi orari, passando da undici a nove. «La minore frammentazione degli orari nel paese ci consentirà di risolvere diversi problemi legati ai trasporti e alle comunicazioni, aumenterà la praticità e rafforzerà la posizione della Russia come un anello importante della catena delle infrastrutture su scala globale» ha ricordato il presidente Medvedev nel corso di un incontro al Cremlino sulla spinosa questione dei fusi orari nel paese.</p>
<p>Quando si dice “il tempo è denaro”…</p>
<p>Ora il problema riguarda l’enorme spesa pubblica per la corrente elettrica. E i kamchakiani protestano. «Il consumo di energia elettrica», spiegano i manifestanti, « è aumentato sensibilmente e i fondi pubblici non sono sufficienti per illuminare gli edifici delle istituzioni». Per questo motivo le scuole di Petropavlovsk Kamčatskij hanno annullato buona parte dei loro corsi extracurricolari, che solitamente si tengono dopo le lezioni regolari, per risparmiare sulla corrente elettrica. « Il più alto numero di ore al buio», ricordano sempre gli autori della protesta, «avrebbe inoltre effetti deleteri sulle fasce più deboli della popolazione come i bambini e gli anziani».</p>
<p><strong>Charlie Chaplin, quello zingaro!</strong></p>
<p><a rel="attachment wp-att-3488" href="http://www.losgamato.it/2011/02/22/notizie-in-spot/20110220_charlie_chaplin-300x300/"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3488" src="http://www.losgamato.it/wp-content/uploads/2011/02/20110220_charlie_chaplin-300x300-150x150.jpg" alt="20110220 charlie chaplin 300x300 150x150 Notizie in spot" width="150" height="150" title="Notizie in spot" /></a>Il grandissimo del cinema d’altri tempi aveva radici rom.</p>
<p>A svelarlo il figlio del grande regista, Michael, che ha rinvenuto una lettera che lo attesterebbe, nella vecchia casa del padre. In effetti l’atto di nascita del “vagabondo” non era mai stato rinvenuto.</p>
<p>Secondo il figlio il contenuto della lettera sarebbe plausibile. In famiglia giravano voci di una origine Rom, inoltre se non fosse stata così importante non l’avrebbe chiusa a chiave in un cassetto senza mai rivelarne l’esistenza a nessuno.</p>
<p>Insignito del titolo di Cavaliere Comandante dell&#8217;Ordine dell&#8217;Impero Britannico, autore di oltre novanta pellicole, nonché attore, produttore, compositore e sceneggiatore, Sir Charles Spencer Chaplin sarebbe stato emarginato se fosse stato uno studente di Adro. Un vero smacco per tutti i verde- vestiti, che saranno costretti ad ammettere che anche chi nasce rom può diventare un padre del cinema moderno…</p>
<p><strong>Nazi 3D</strong></p>
<p><a rel="attachment wp-att-3489" href="http://www.losgamato.it/2011/02/22/notizie-in-spot/3d-nazi-swastika-thumb5045831/"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3489" src="http://www.losgamato.it/wp-content/uploads/2011/02/3d-nazi-swastika-thumb5045831-150x150.jpg" alt="3d nazi swastika thumb5045831 150x150 Notizie in spot" width="150" height="150" title="Notizie in spot" /></a>Cosa pensate se vi dico Cinema in 3D?</p>
<p>I più penseranno a qualche pellicola da milioni di incassi uscita di recente; i più raffinati forse al drive-in americano, quello con gli occhialetti rossi e blu.</p>
<p>Ma se vi dicessi che i primissimi a produrre una pellicola in tre dimensioni sono stati i nazisti?</p>
<p>Già, uno spezzone in bianco e nero di trenta minuti è stato ritrovato negli Archivi Federali di Berlino. Pare che sia stato proprio Goebbels, ministro della propaganda del Terzo Reich, a spingere per creare questo breve filmato in 3D, utilizzando uno studio indipendente: l’intento era probabilmente quello di promuovere l’ideologia nazista. Nella pellicola, etichettata con la dicitura <em>Raum Film</em> (<em>Film spaziali</em>), si vedono classiche scene di vita quotidiana, come sei ragazze giovani in gita e la preparazione del bratwurst (tipico piatto tedesco). Chi l’avrebbe mai detto…</p>
<p><strong>Beyoncè è bianca</strong></p>
<p><a rel="attachment wp-att-3490" href="http://www.losgamato.it/2011/02/22/notizie-in-spot/beyonce-prima-e-dopo/"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3490" src="http://www.losgamato.it/wp-content/uploads/2011/02/beyonce-prima-e-dopo-150x146.jpg" alt="beyonce prima e dopo 150x146 Notizie in spot" width="150" height="146" title="Notizie in spot" /></a>La pelle, così come i vestiti, possono cambiare colore come cambia la moda. Così ci dimostra Beyoncè, che recentemente, oltre al nuovo look da super biondona, sfoggia anche una pelle di perla. D’altronde non è stata di certo pioniera di questa pratica: l’indimenticato Micheal Jackson ha fatto scandalo a suo tempo, ma i fan hanno sempre sostenuto che fosse malato di vitiligine, una malattia che porta progressivamente alla distruzione della pigmentazione della pelle. Che sia anche Beyoncè malata dello stesso male? Si può odiare a tal punto il colore della propria pelle da volerlo cambiare a tutti i costi?</p>
<p>Per ora rimane un mistero. Certo è che Jacko non potrà più essere ricordato come “l’unico nero capace di essere diventato bianco”.</p>
<p><strong>Sciopero del rasoio</strong></p>
<p><strong><a rel="attachment wp-att-3491" href="http://www.losgamato.it/2011/02/22/notizie-in-spot/barba/"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3491" src="http://www.losgamato.it/wp-content/uploads/2011/02/barba-117x150.png" alt="barba 117x150 Notizie in spot" width="117" height="150" title="Notizie in spot" /></a></strong>La Svizzera: un Paese dove la precisione è d’obbligo. È proverbiale.</p>
<p>I gendarmi di Ginevra da qualche giorno hanno indetto un singolare sciopero per farsi ascoltare dalle autorità, colpevoli di ignorare le loro rivendicazioni: niente multe, niente divisa e niente rasoio.</p>
<p>Queste misure di protesta sono state approvate dall&#8217;assemblea generale dell&#8217;<em>Union du personnel du corps de police</em> (Upcp), ha spiegato la radio. I gendarmi chiedono alle autorità un ritorno al tavolo delle trattative e denunciano le difficili condizioni di lavoro, aggravatesi con l&#8217;entrata in vigore del nuovo codice di procedura penale. Le prestazioni alla popolazione non saranno trascurate ed i poliziotti benchè in abiti civili saranno riconoscibili grazie ad un apposito gilet. Ma con questo sciopero del rasoio, i gendarmi ginevrini finiranno tutti con l&#8217;essere barbuti, si chiede il quotidiano locale <em>La Tribune de Geneve</em>.</p>
<p><strong>Facebook puritano (e ignorante)</strong></p>
<p><strong><a rel="attachment wp-att-3492" href="http://www.losgamato.it/2011/02/22/notizie-in-spot/coubert/"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3492" src="http://www.losgamato.it/wp-content/uploads/2011/02/Coubert-150x125.jpg" alt="Coubert 150x125 Notizie in spot" width="150" height="125" title="Notizie in spot" /></a></strong>L’artista danese Frode Steinicke è stato recentemente “bannato” dal social network più popolato del mondo per aver pubblicato come foto del suo profilo un’immagine del famoso quadro di Gustave Courbet <em>L’origine du monde. </em>Secondo gli abili censori, la foto sarebbe una violazione del regolamento perché raffigurante contenuti pornografici non adatti agli utenti minori. L’artista si è difeso sostenendo che l’arte non è pornografia, ma per essere riammesso nella community, ha dovuto cospargersi il capo di cenere e scusarsi pubblicamente, ammettendo di non aver letto il regolamento. Sarebbe bello che questa straordinaria alacrità nei gestori del sito fosse applicata anche con i profili delle dodicenni mezze nude…</p>
<p><strong>Affitti killer e ti occupo la piscina</strong></p>
<p><strong><a rel="attachment wp-att-3493" href="http://www.losgamato.it/2011/02/22/notizie-in-spot/img_6241/"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3493" src="http://www.losgamato.it/wp-content/uploads/2011/02/IMG_6241-150x112.jpg" alt="IMG 6241 150x112 Notizie in spot" width="150" height="112" title="Notizie in spot" /></a></strong>Dopo lo scandalo del Pio Albergo Trivulzio – affitti in piazza Duomo a vip per 400 euro mensili – sabato un corteo facente capo ai componenti di LabZero, ha occupato la Piscina Caimi, meglio nota come la “Botta”. La scelta del luogo è quanto mai azzeccata visto che lo stabilimento è in “ristrutturazione” da ormai diversi anni, senza che in realtà si sia mosso un solo dito. Di soldi, invece, se ne sono mossi molti, 7 milioni di euro stanziati e mai pervenuti…</p>
<p>Gli occupanti, già autori delle occupazioni di Ripa di Porta Ticinese, via Savona e via Giannone, tutte sgomberate, hanno così risposto alle continue vessazioni del vicesindaco De Corato: “I ricchi si spartiscono le case, noi ci prendiamo le piscine”. Bel colpo.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-3496" href="http://www.losgamato.it/2011/02/22/notizie-in-spot/giornali/"><br />
</a></p>
<p>Magog (&amp;Gog)</p>
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Quante volte abbiamo disegnato i baffi ai ragazzini che appaiono sulle riviste per vacanze studio in  Inghilterra? O quante volte ci siamo chiesti: ma cosa ridono a fare?
La cosa più sp...</small></li><li><a href="http://www.losgamato.it/2012/12/07/intervista-a-i-due-bugiardi/" title="Intervista a &#8220;I Due Bugiardi&#8221;">Intervista a &#8220;I Due Bugiardi&#8221;</a><br /><small>

Chi sono, quanti sono e da dove vengono “I Due Bugiardi”?                                                                                                                                 

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		<title>I 10 film piu’ attesi della prossima stagione!</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Oct 2010 22:16:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>O.Luigi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Signore e signori, BENTORNATI dal vostro Gigi Proiettile!
Spero che la lontananza dai nostri lidi non vi abbia provocato sofferenza, o inquietudine: avevo un lettore, una volta, che soffriva di stitichezza. Mi scriveva: "Gigi, ti prego, palesati, che ho comprato la carta igienica".
Ma non divaghiamo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>SCREEN ADDICTED: UNO SGUARDO ALLA PROSSIMA STAGIONE- parte uno</em></p>
<p><img class="alignleft" title="I 10 film piu’ attesi della prossima stagione!" src="http://4.bp.blogspot.com/_UmiG8TWH2wI/S_qOiSZWU6I/AAAAAAAABP4/vBlNsEYlQqg/s1600/cinema.jpg" alt="cinema I 10 film piu’ attesi della prossima stagione!" width="311" height="223" /></p>
<p>Signore e signori, BENTORNATI dal vostro <em>Gigi Proiettile</em>!<br />
Spero  che la lontananza dai nostri lidi non vi abbia provocato sofferenza, o  inquietudine: avevo un lettore, una volta, che soffriva di stitichezza.  Mi scriveva: &#8220;Gigi, ti prego, palesati, che ho comprato la carta  igienica&#8221;.<br />
Ma non divaghiamo.<br />
Prima di addentrarci nel  meraviglioso mondo del<em> Sinemà</em>, come dicono i francesi, anche se loro lo  esclamano mangiando lumache e con toni effemminati, dicevo, prima  abbiamo qualche comunicazione.<br />
Mi è stato consegnato un messaggio da  parte del sindacato del nano vestito da paggetto, che mi intima di  pagare gli arretrati al loro membro, pena denuncia da parte della  CILNVDP, <em>Comitato Italiano Lavoratori Nani Vestiti Da Paggetto</em>. Essendo  io molto attento ai problemi dei membri della classe operaia che ho  l’onore di avere come collaboratori, ecco pronta la mia risposta:  accogliamo con un bell’applauso la nostra nuova assistente, questa  scimmia <em>Bonobo</em>, BONGA!<br />
Grazie, Bonga, ora dammi la busta, così, da brava. Perfetto. Altro che quell’infame vestito da matrioska.<br />
Vi  informo che Bonga svolge non solo il ruolo di velina, ma anche di  autrice dei favolosi articoli di questo meraviglioso sito! E in più, in  questo momento mi sta toccando il sedere! Un applauso!<br />
Vai Bonga, aspettami in camerino.<br />
Concludendo  questa parentesi, cari amici e amiche sgamati, sappiate che abbiamo  ricevuto contatti dal <strong>MOIGE</strong>, il cui incaricato, che assomigliava  vagamente a uno <em>Spettro dell’Anello</em>, mi ha chiesto, con modi garbati e  che includevano una scimitarra, di evitare volgarità e sconcerie, in  quanto siamo in fascia protetta.<br />
Ho provato a fargli capire che pure io sono pro-tetta, ma a quanto pare non è servito: non posso che adeguarmi alle direttive.<br />
Ma  basta farvi penare, fedelissimi dello Sgamato: vediamo oggi cosa ci  offre la redazione! Rullo di tamburi! Come dici? Non li abbiamo?  Eh..allora.. squillino gli <em>iPhone</em>! ..Hai un <em>Nokia 3310</em>..? Licenziato! Ma  non si può mica lavorare così, amici!<br />
Bene, nella busta non abbiamo  recensioni, amici, ma succose anticipazioni! Ebbene, ecco i 10 film più  attesi della prossima stagione!</p>
<p>10 – <strong><em>The Social Network </em></strong>di<strong><em> </em></strong><em>David Fincher</em></p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter" title="I 10 film piu’ attesi della prossima stagione!" src="http://www.justintimberlakeitalia.com/wp-content/uploads/2010/08/the-social-network-justin-timberlake-jesse-eisenberg.jpg" alt="the social network justin timberlake jesse eisenberg I 10 film piu’ attesi della prossima stagione!" width="216" height="143" /><br />
Alzi  la mano chi non ha <em>Facebook</em>. Nessuno, vero? Ecco, quello che dev’essere  balenato nella testa del nostro <strong>David</strong> <em>“Fight Club”</em> <strong>Fincher</strong>, più o meno  ,potrebbe riassumersi con questo scambio di battute col produttore con  la <strong>$</strong> tatuata sulla pupilla:</p>
<p>“Ehi, Dave! Facciamo un bel filmone d’autore ma mainstream!”<br />
“Eh, mica facile. Cosa piace alla gente?”<br />
“Belen Rodriguez?”<br />
“Ma no, troppo intellettuale..”<br />
“Err..la formula uno?”<br />
“Acqua, acqua..”<br />
“Uhmm..fammi controllare il mio profilo di Facebook, magari ci viene un’idea..”<br />
“GENIALE!”</p>
<p>A grandi linee.<br />
Detto,  fatto: raduna un talent di giovani attori per impersonare <strong>Zuckerberg</strong> e  soci, aggiungi una parabola sul successo  che-va-meritato-senò-ti-piomba-addosso-e-ti-rompi-la-capoccia-come-diceva-mio-nonno,  condisci il tutto con una sceneggiatura da legal/business thriller che  fa molto noir anni ’90, e buttaci dentro <strong>Andrew Garfield</strong> (prossimo  <strong>Spider-Man</strong>) e <strong>Justin Timberlake</strong>, che ho smesso di prendere in giro da  quando ha doppiato Bubu ne <em>“L’Orso Yogi”</em>. Seriously.<br />
Ora, l’unico mio timore è che ambientino delle scene nel <em>Montana </em>per trasporre <strong>Farmville</strong>, ma per il resto, pollice su.</p>
<p>9 – <em><strong>Skyline </strong></em>dei<em><strong> </strong>fratelli Stause</em></p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter" title="I 10 film piu’ attesi della prossima stagione!" src="http://3.bp.blogspot.com/_0VVyUaJ8CZg/TE6RJmFcGSI/AAAAAAAAASc/vT1_hTyxv34/s1600/Skyline.jpg" alt="Skyline I 10 film piu’ attesi della prossima stagione!" width="283" height="159" /></p>
<p>Ecco a voi un film fantascientifico diretto da due fratelli, anche se uno dei due ora è una sorella.<br />
Ah,  no, pardon, non sono i <strong>Wachowski</strong>, bensì i rampanti <strong>Fratelli Strause</strong>,  che ci delizieranno con una pellicola su un rapimento di massa della  razza umana da parte di alieni brutti e cattivi.<br />
Come dite? Giàvvisto?<br />
Vero.  <strong>Independence Day</strong>, la <strong>Guerra dei Mondi</strong>, <strong>Mars attacks</strong>, già noto, già  sentito: però ho due buoni motivi per consigliarvi questo film.<br />
Uno, qua gli alieni non si fanno fermare da <em>Tom Jones</em>.<br />
Due,  è un film indipendente (quindi autoprodotto, quindi senza influenza di  major varie), ma sembra un lavoro con un budget alla <strong>Micheal</strong> <em>“Ok Megan,  ora fai più la gnocca” </em><strong>Bay</strong>.<br />
Oh, e poi nel cast c’è <strong>Turk</strong>. Che volete di più da stì poveri Strause Brothers, che vi puliscano il soggiorno?</p>
<p>8 – <em><strong>I’m Still Here: The Lost Year of Joaquin Phoenix</strong></em> di <em>Casey Affleck</em></p>
<p style="text-align: left;">
<img class="aligncenter" title="I 10 film piu’ attesi della prossima stagione!" src="http://blogs.villagevoice.com/runninscared/joaquin-phoenix-letterman.jpg" alt="joaquin phoenix letterman I 10 film piu’ attesi della prossima stagione!" width="300" height="206" /><br />
Dunque,  non so quanti di voi seguano regolarmente il <strong>David Letterman Show</strong>, ma  qualche mese fa l’attore <strong>Joaquin</strong> <em>“Il Gladiatore”</em> <strong>Phoenix</strong> si è presentato  e ha rilasciato un’intervista al popolare conduttore.<br />
Ora, Phoenix è  un signor attore: se ne volete una prova, recuperate “<strong>Two Lovers</strong>”, o  meglio ancora, “<strong>Walk the Line</strong>” (in Italia uscito con il titolo “<strong>Quando  l’amore brucia l’anima</strong>”,mentre io invece vorrei tanto bruciare chi  traduce stì titoli così a cazzo, scusate lo sfogo).<br />
Bene, questo attore che ci piace così tanto, si è presentato:<br />
-con una barba di giorni;<br />
-con degli occhiali da sole alle 10 di sera;<br />
-con una reattività tipica dei bradipi del Sud America;<br />
-con l’annuncio di volere smettere di recitare per dedicarsi alla carriera di musicista rap.<br />
Capite che io rimango perplesso.<br />
Insomma,  sembrava, a detta di Letterman, “<em>una bistecca con uno smoking</em>”.  Cercatevi il video su <strong>Youtube</strong>, così potete vedere coi vostri occhi.<br />
Ad  oggi, viene fuori che Gioacchino, in compagnia di quel burlone del  cognato <strong>Casey</strong> <em>“fratello di Ben”</em> <strong>Affleck</strong>, stava girando un <em>mockumentary </em>(ossia un finto documentario, alla “<strong>Borat</strong>”) per mostrare la deriva di  certe celebrità moderne, e boom!, ecco la nostra posizione numero 8.<br />
Boh. Io lo andrò a vedere, ma intanto mi riguardo il video con Letterman, che fa un sacco ridere.</p>
<p>7 – <em><strong>Harry Potter e i doni della morte</strong></em> di <em>David Yates</em></p>
<p style="text-align: left;">
<img class="alignleft" title="I 10 film piu’ attesi della prossima stagione!" src="http://static.screenweek.it/2009/7/15/Harry-Potter-e-i-Doni-della-Morte-Daniel-Radcliffe-Hermione-Granger-Rupert-Grint-18_mid.jpg" alt="Harry Potter e i Doni della Morte Daniel Radcliffe Hermione Granger Rupert Grint 18 mid I 10 film piu’ attesi della prossima stagione!" width="206" height="230" />No, non sono un fan della saga cinematografica.<br />
No, non sono un fan della saga letteraria.<br />
No, non ho una cotta per Emma Watson.<br />
Semplicemente, non vedo l’ora che finisca.<br />
Sinceramente,  BASTA. Avevo si e no dieci anni quando è cominciato tutto. E’ ora di  andare avanti: mi immagino i produttori di &#8216;sta roba, che già piangono  per l’imminente dipartita della gallina dalle uova d’oro, e un po’ godo.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">Coraggio, finiamola con quest’ultimo rastrellamento di zebedei, e assaporiamo la pace che verrà dopo.</p>
<p>(Fine prima parte. La prossima a breve..)</p>
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Ma quale cine...</small></li><li><a href="http://www.losgamato.it/2013/05/15/male-non-fare-paura-non-avere-di-alberto-sansone-2/" title="MALE NON FARE PAURA NON AVERE &#8211; di Alberto Sansone">MALE NON FARE PAURA NON AVERE &#8211; di Alberto Sansone</a><br /><small>
Tu sei la strada della città,
e la città con tutte le sue strade.
 

 Una giustificazione alla vita è necessaria.

L’essere  umano, in ordine di sopravvivenza, ricerca schemi chiari – in primo...</small></li></ul><script type="text/javascript">
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