“50 sfumature di grigio” e’ un libro per vanilla

50 shades 50 sfumature di grigio e un libro per vanillaCominciamo col chiarire una cosa: Cinquanta Sfumature di Grigio è scritto per un pubblico vanilla. “Oh no, questa ha letto un libro con vaghi accenni BDSM e ora parla come i personaggi!”. Assolutamente no, ma la terminologia è giusta. Per chi non lo sapesse, nell’ambiente BDSM “vanilla” indica il sesso “normale” e chi lo fa. Il sesso quello senza giochi annessi, né psicologici né con toys. Per chi non lo sapesse, BDSM sta per Bondage/Discipline, Domination/Submission, Sado-Masochism, spesso abbreviato in SM (deducetene il significato).

Oltre a essere scritto per un pubblico vanilla, Cinquanta Sfumature di Grigio è scritto da una persona evidentemente estranea al mondo e alle dinamiche del BDSM.

Ora, dopo aver letto alcune recensioni e il libro incriminato ho da dire una cosa: non è male. Non un capolavoro, certo, ma meglio di Dan Brown per intenderci. L’autrice racconta di un’innocente (e vergine) ragazza di 22 anni che incontra un bel giovane schifosamente ricco da cui si sente attratta “come una falena alla fiamma”. Lui ricambia e la inizia ai piaceri del sesso, peccato per il suo lato oscuro e inquitante, che nel libro viene riassunto in -gli piace ‘farlo strano’- quando in realtà sembra che il lato oscuro dovrebbe essere più legato ai traumi infantili che non ai gusti sessuali.

La maggior parte degli indignati utenti di Amazon accusa il libro di “sembrare scritto da una teenager”: la scrittura è semplice, la protagonista parla della sua vagina come “laggiù” e ha frequenti scambi con subconscio e “la dea interiore” (del sesso, parrebbe, dato che appare dopo la deflorazione). Ok, ci sono degli elementi infantili, ma d’altronde il libro è scritto in prima persona e teoricamente la voce narrante è una ragazza vergine e inesperta che MAI ha provato attrazione per un uomo.

Altri dicono che è una rappresentazione patetica di un rapporto tra una ragazzina un po’ scema e il lupo cattivo. E ancora appare ovvio come chi ha scritto le recensioni sia del tutto estraneo al mondo del sadomaso: lui le vuole fare male e vuole possederla (no, non in senso biblico, proprio come sottomessa), ma – per tutti gli dei! – è una storia su un rapporto BDSM! Questi utenti insistono sul fatto che lei voglia più romanticismo e lui colpirla di più, con il risultato che lei si lascia soggiogare pur di non perderlo. Sfugge loro che, a meno di voler definire chiunque faccia BDSM come malato, l’idea di possesso e di infliggere/ricevere dolore è alla base di un rapporto del genere. Certo, dovrebbe essere consensuale, ma a quegli utenti sfugge anche che a lei piace parecchio quel che lui le fa e che questi affronta dei cambiamenti e si spinge a dei limiti per lui inquitanti: è la storia di un rapporto d’amore tra due persone molto diverse ed entrambe tormentate. Certo, ciò che lui si trova a fare per la prima volta (chessò, dormire insieme) sembra molto più naturale, ma il presupposto che quest’uomo è parecchio disturbato e con enormi blocchi psicologici, va tenuto a mente.

Veniamo a un’impressione più personale sul libro: è piacevole, si fa leggere e – da bravo romanzo erotico – è anche intrigante. I personaggi non hanno la profondità di Amleto, ma sono abbastanza umani da creare una complicità con il lettore; la storia non è degna dei capolavori della letteratura, ma in fondo neanche pretende di esserlo.

 50 sfumature di grigio e un libro per vanillaLa critica maggiore che ho da fare riguarda i temi: l’autrice sembra essersi voluta avventurare in un campo che non è il suo. L’impressione è che E. L. James abbia fatto le sue ricerche su internet, letto per benino Wikipedia e qualche racconto soft (o meno soft)-core BDSM e deciso di prendere spunto: ci sono un simpatico numero di scenari erotici intriganti, ma manca completamente la complessità e la profondità di una relazione BDSM tra adulti consensuali.

È fastidioso e anche un filo deludente che le voglie “perverse” di Christian (il protagonista maschio) vengano ricollegate ad un’infanzia problematica, e il fatto che Ana stia così male per il “lato oscuro” del partner è decisamente una nota stonata. Senza contare che il libro insiste molto sui problemi di lui, che si manifestano nei suoi gusti particolari, ma mai pone la questione dei problemi di lei che – ci tengo a ricordare – è una ragazza di oltre vent’anni che MAI ha avuto rapporti, non dico sessuali, neanche intimi. Una ragazza che in oltre vent’anni di vita non si è mai sentita attratta sessualmente da un altro essere umano (!!) viene descritta come una un po’ timida, innocente, e simili; un uomo che ha gusti sessuali SM viene descitto come molto turbato, con molti blocchi psicologici e tutto per colpa dell’infanzia orrenda. Parliamone.

Un po’ di fatti: il BDSM segue regole ben precise riguardo alla consensualità, uno degli acronimi più usati come linee guida è SSC: Sano, Sicuro, Consensuale. L’altro è RACK: Risk Aware Consensual Kink (Kink consensuale e consapevole dei rischi). Chiunque conosca l’ambiente BDSM non si azzarderebbe a creare un personaggio così disturbato come Dominante, a meno che non serva all’autore un pretesto per descrivere pratiche seriamente disturbanti, che qui non sono contemplate. È semplicemente poco corretto equiparare dei giochi sessuali e/o di ruolo a un disturbo psicologico in un libro volto a essere letto da un grande pubblico. Non si parla mai del rapporto di complicità, affetto o anche amore che può essere condiviso anche tra fruste e manette, l’autrice si limita a lasciare tutto nell’ombra del “questa è roba brutta”. Christian dice che si tratta più di piacere che di dolore, ma è chiaramente una persona con serie turbe pricologiche quindi francamente non il migliore metro di giudizio.

Veniamo invece al mio giudizio sul target: le scene di sesso mirano ovviamente a scioccare (almeno piacevolmente) il pubblico, peccato non succeda mai niente di così tremendo. Con questo non voglio dire che la poverina debba essere trafitta da aghi e frustata a sangue, ma per un romanzo che viene pubblicizzato come qualcosa che farà arrossire e sentire anche i più perversi tra noi degli innocenti “vanilla”, beh, non ha niente di straordinario. Quel che è peggio è che l’autrice suggerisce che le pratiche descritte sono scioccanti, deviate, perverse (per quanto alcune siano piacevoli): il fatto che pratiche considerate assolutamente soft nell’ambiente vengano descritte come una decisa perversione, che giudizio infligge a pratiche ben più intense ma comunque discretamente comuni nell’ambiente SM? Ho visto di peggio nell’amabile Histoire d’O, film erotico tratto dall’omonimo romanzo, che incidentalmente è una pietra miliare della letteratura SM. Ho sicuramente letto di peggio in De Sade, che pure non è erotico o grafico in modo particolare (non per chi, come noi, è cresciuto nell’era del porno).

L’autrice indulge evidentemente nel caratterizzare lui come dominante insistendo sui suoi lati tormentati e non si preoccupa di far capire al lettore la profondità dei giochi che gli piacciono. Probabilmente le è estraneo il concetto di “algolagnia” (provare piacere sessuale tramite il dolore), probabilmente non ha mai pensato al collare come simbolo altrettanto romantico di un anello di fidanzamento. Di sicuro non sembra interessata a raccontare il profondo scambio presente in una coppia in cui un partner si dona all’altro.

Dato che sono senza speranze e una volta iniziata una storia ho il bisogno spasmodico di sapere come finirà (e non ho comunque molto da fare questo mese), mi accingo a leggere i seguiti. Mi auguro che si spingano più in profondità nell’analisi del rapporto tra sub e dom, donandogli la tridimensionalità che merita, quelle benedette “cinquanta sfumature” che al momento non ci sono – si alterna tra Christian bianco e Christian nero, tutto sommato. Mi auguro che il libro smetta di mettere sulle pratiche SM una simpatica etichetta che dice “sì ok, magari sono eccitanti ma tutto questo è sbagliato”. Altrimenti mi rassegnerò all’idea che il libro sia scritto per stimolare i pruriti di gente pudica e per chiunque conosca il BDSM si limiti ad essere un indignante suggerimento che pratiche così blande debbano scioccare.

 

di Carolina De Pasquale

 

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Di (13 August 2012)
  • Ryudhd

    Dan Brown è venitmila meglio di sta roba. Almeno sa scrivere in una maniera decente.

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