DISCLAIMER: Si definisce “Sbroffo” quell’elemento della società che è riuscito a costruire intorno a sé, nel suo ambiente, un ruolo di finto rispetto e fondamentale antipatia. Individuo di base solitario, comunica poco con le parole e molto con i gesti; difficile dire se creda davvero all’importanza della sua persona o sia in realtà un insicuro cronico. Probabilmente né l’uno né l’altro: lo sbroffo è il risultato dell’emarginazione e della disgregazione sociale e, in quanto tale, non ci pensa.
Questa settimana Gog & Magog hanno seguito attentamente gli sviluppi della situazione greca.
Domenica 17 giugno, la Grecia si è espressa alle urne per la seconda volta in meno di due mesi – dopo la prima tornata elettorale del 6 maggio - tenendo con il fiato sospeso non solo chi nel debito greco ha investito, ma anche il resto del mondo. Lo testimonia il fatto che l’hashtag #Syriza ieri era nei trend topic mondiali: tutti hanno capito che le sorti dello stato greco sono legate a doppio filo con quelle dell’intera Unione Europea. Cade la Grecia e cadrà l’Europa.
Sarà forse la paura del default che ha spinto il popolo greco ad esprimersi per Nea Demokratia, il partito di conservatori pro-euro che molti incolpano di essere proprio la causa della gravissima crisi interna allo stato.
La situazione che si profila ora rimane comunque inquietante: Nea Demokratia (29,66%) tenterà di formare il governo con l’appoggio dei socialisti del Pasok (12,28%) probabilmente riproponendo la ricetta dell’austerity che ha portato a questa situazione; Syriza, la coalizione della sinistra radicale, è al secondo posto (26,89%) con meno di tre punti di stacco da ND. Se si analizzano i dati scorporati, è evidente e inquietante la spaccatura interna all’elettorato - e di conseguenza interna alla società greca- , dove Syriza si aggiudica primo partito tra i giovani (tra i 18 e i 35 anni) ottenendo il 33% dei voti, mentre Nea Demokratia ottiene il 39% dei voti nella fascia di elettorato dai 55 anni in su. I giovani sono stanchi delle medicine amare, i vecchi sono per la linea dura.
Ma veniamo allo sbroffo della settimana, che questa volta è un intero partito ed è Alba Dorata.
Nonostante il programma nazista – già, perchè di neonazista c’è ben poco: il linguaggio, i modi e le pratiche sono del tutto analoghe a quelle del NSDAP, senza ripensamenti o rimaneggiamenti ideologici -, nonostante la barbarie delle squadracce incaricate di malmenare gli immigrati, nonpstante i loro “parlamentari” si permettano di picchiare delle colleghe in diretta televisiva per poi fuggire - Ilias Kasidiaris è lo sbroffo della scorsa settimana -, nonostante siano palesemente coperti da forze armate che permettono loro di fare il caldo e il freddo, nonostante considerino gli omosessuali <<una parte malata e anormale della società greca>>, nonostante tutto questo, Alba Dorata non perde un punto percentuale e si riconferma in parlamento con il 7% dei voti e 19 seggi, diventando il quinto partito greco, mentre tra i giovani è il terzo partito.
L’esaltazione di Michaloliakos che durante gli exit poll dichiara: <<dal sesto partito del Paese siamo diventati il quarto - in realtà il quinto – e combatteremo contro il Memorandum all’interno e all’esterno del Parlamento>> è preoccupante, viste le pratiche di contrasto all’immigrazione…
Intanto nell’intera penisola si radicalizzano le tensioni: pochi giorni fa sono state ritrovate due bombe inesplose nella sede dell’emittente tv Skai, mentre dal commissariato dell’isola di Kos sono scomparsi misteriosamente tutti i fucili. E per concludere, indovinate la parola più cercata con i motori di ricerca in Grecia? Guerra civile.
Magog (& Gog)