DISCLAIMER: Si definisce “Sbroffo” quell’elemento della società che è riuscito a costruire intorno a sé, nel suo ambiente, un ruolo di finto rispetto e fondamentale antipatia. Individuo di base solitario, comunica poco con le parole e molto con i gesti; difficile dire se creda davvero all’importanza della sua persona o sia in realtà un insicuro cronico. Probabilmente né l’uno né l’altro: lo sbroffo è il risultato dell’emarginazione e della disgregazione sociale e, in quanto tale, non ci pensa.
Riguardo al protagonista del secondo appuntamento con questa rubrica non abbiamo avuto dubbi: un solo uomo questa settimana le ha sparate tanto grosse da meritarsi il titolo onorifico che è il vessillo di questo angolino sullo sgamato. Egli è Beppe Grillo.
Tutto comincia lunedì 30 aprile quando il leader-che-non-vuole-essere-definito-tale si presenta a Palermo per sostenere il candidato sindaco del suo poliedrico Movimento stellato, Riccardo Nuti. Durante la conferenza stampa la spara davvero grossa, enorme, gigante, ma proprio sbroffa: “La mafia non ha mai strangolato il proprio cliente, la mafia prende il pizzo, il 10 per cento. Qui siamo nella mafia che ha preso un’altra dimensione, strangola la propria vittima” afferma riguardo alla politica di prelievo fiscale del governo. Per di più, caso vuole che l’infelicissima “battuta” capiti proprio in concomitanza con il trentesimo anniversario dell’assassinio di Pio La Torre e Rosario Di Salvo, entrambi uccisi da Cosa Nostra.
Ovviamente è il putiferio. Fiorello, Claudio Fava – figlio del giornalista Pippo, assassinato nel 1984 -, la vedova di Libero Grassi – imprenditore ucciso nel 1991 proprio perchè strenuo oppositore del racket delle estorsioni -, la sorella di Ogliastro - vittima del clan Brancaccio -; solo per citare alcuni di coloro che hanno contestato le parole del politicomico.
Ma la sbroffaggine di Grillo va oltre e, dopo il boom elettorale del M5S alle amministrative, si lascia davvero andare contro Napolitano e la sua miopia: “Grillo, non vedo nessun boom! Ricordo quello degli anni ’60, altri boom non ne vedo” sono le parole del Presidente della Repubblica, alle quali il nostro sbroffo della settimana risponde sul suo blog:
“Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale” (articolo 87 della Costituzione). Rappresenta anche il MoVimento 5 Stelle e anche, dopo queste elezioni, i suoi circa 250 consiglieri comunali e regionali scelti dai cittadini. Il boom del M5S non si vede, ma si sente. Boom, boom, Napolitano!
Una sbroffaggine al vetriolo che viene ripresa da diversi blogger e gruppi in sostegno al M5S, tanto da far drizzare le orecchie del Procuratore di Nocera, che apre un’indagine contro ignoti per vilipendio al Capo dello Stato.
Tanto per non farsi mancare proprio nulla, l’ultima perla è apparsa sul suo blog giusto ieri a mezzogiorno. Grillo, tutto gasato dai seggi ottenuti e dall’autorevole posizione ottenuta del suo movimento nei sondaggi, alza il tiro e cita il re di tutti i vagoni piombati, il padre della rivoluzione, nientepopòdimeno che Vladimir Il’ič Ul’janov, per gli amici Lenin.
[...] “il nostro obiettivo, quello di scalare la montagna della democrazia, non è mai cambiato. Una nuova parete, un istante per rifiatare e poi ancora avanti.”
Con tutto il rispetto, io lascerei in pace certi morti…
Magog (& Gog)