Le elezioni al tempo della crisi

Uno spettro si aggira per l’Europa: le elezioni.

Se da una parte la Francia dovrà salutare il marito di Carlà per il socialista Hollande e abituarsi al populismo xenofobo di Marine Le Pen, la Germania dovrà iniziare a prendere in considerazione il Piraten Partei, che con l’8,2% nelle elezioni del land Shleswig-Holstein entra per la terza volta nel parlamento regionale. All’altro estremo europeo, la Grecia ha ben altri problemi, uscendo più confusa di prima dalla tornata elettorale e sotto l’attacco dei mercati spaventati dall’ingovernabilità del paese. Per quanto riguarda l’Italia, lo spavento se lo prendono i partiti, che nelle amministrative svoltesi hanno certificato una perdita consistente di voti bipartisan. Ovviamente a sentire loro, tranne qualche eccezione, è stato quasi un trionfo.
piratenpartei logo1 300x200 Le elezioni al tempo della crisi
FRANCIA Il dato importante che si ricava dalle elezioni francesi è senza dubbio l’ascesa del Front National che, presentando un programma anti-musulmani e anti-europeo, ha convinto quasi 1/5 dei francesi a votarlo. Hollande dovrà tenerne conto in Parlamento, a dispetto del suo elettorato socialista, e questo potrebbe ripercuotersi su tutta l’Unione Europea.
Una seconda questione è quella riguardante la fine di “Merkozy”, il mostro mitologico mezzo Merkel e mezzo Sarkozy che ha tenuto le redini europee in questi anni. Questo può essere un ulteriore problema per l’Europa ma soprattutto per la Cancelliera tedesca: ora le sue direttive pro-austerity potrebbero non essere più spalleggiate dall’importante alleato transalpino e le forze che in Europa si oppongono ai tagli dei bilanci nazionali potrebbero rafforzarsi, rendendo sempre più difficile raggiungere gli obiettivi fiscali previsti dal Trattato di Maastricht.

GERMANIA Non è un buon periodo per Angela Merkel. In aggiunta al doloroso distacco dalla spalla Sarkozy, anche tra le mura domestiche i problemi non mancano. Alle elezioni del land Shleswig-Holstein la sua coalizione, per quanto vincente, perde voti. Inoltre le elezioni federali del 2013 si avvicinano e, di questo passo, potrebbero decretare la fine del governo dei Cristiano-democratici.
Chi guadagna posizioni è invece il Partito dei Pirati (Piraten Partei), che se non si rivelerà una bolla di sapone potrebbe essere l’ennesima manifestazione di un malcontento diffuso nei confronti delle istituzioni tradizionali, a cui preferire forme di democrazia diretta servendosi di internet come supporto del processo decisionale. Intanto nelle intenzioni di voto sono il terzo partito tedesco con il 13% di preferenze, dietro Cristiano-democratici e Social-democratici. Capito Angela?

GRECIA La penisola ellenica è l’apoteosi dei problemi europei: spinte anti-europee, ascesa degli estremismi (in particolare di destra), critica delle misure di austerità imposte dall’Europa, grossi problemi finanziari accentuati (invece che attenuati) dopo le votazioni condannate dai mercati per la frammentazione politica e l’incertezza che hanno generato. Dopo il tentativo fallito del partito conservatore Nuova Democrazia di creare un governo, è toccato al secondo per numero di voti, cioè quello di sinistra radicale Syriza, che però non è riuscito nel suo intento ed ha dovuto rimettere ieri i poteri al Presidente Papoulias. Quest’ultimo offrirà un’ultima possibilità ai socialisti del Pasok, guidati da Evangelos Venizelos. Se anche in questo caso non si riuscirà a creare una coalizione capace di governare, si dovrà tornare alle urne.
Al di là delle speculazioni sul governo da creare, è importante prendere atto dell’altissima astensione (40%) e dell’ingresso in Parlamento dei neofascisti di Alba Dorata con almeno 22 deputati.

ITALIA I risultati delle amministrative italiane sono da attribuire ad almeno due fattori: i recenti scandali che hanno coinvolto i partiti politici e la perplessità di fronte alle misure economiche al vaglio del governo tecnico. Questo ha portato a un boom del Movimento 5 Stelle (anche se il Presidente Napolitano potrebbe dissentire a riguardo), a un aumento dell’astensionismo, e a un netto calo dei partiti prima maggioritari come PD, Pdl e Lega. A sentire La Russa è stato solo un problema di candidati sbagliati; secondo Alfano penalizzante è stato il sostegno al governo tecnico; eppure giurerei che c’entri qualcosa anche l’ossessivo attaccamento ai rimborsi elettorali e la pochezza di un partito che, creato a immagine e somiglianza del suo leader, tiratosi indietro quest’ultimo non sa più cosa presentare all’elettore. Ma queste sono solo le speculazioni di un cittadino qualunque che sicuramente non coglie appieno la situazione. Quello che chiunque può cogliere è invece, anche nel Bel Paese, un diffuso malcontento per la gestione della crisi sia a livello europeo che nazionale e un disamoramento nei confronti dei partiti tradizionali. In più, come in Germania col Partito dei Pirati, si può vedere nel Movimento 5 Stelle un tentativo di superare gli attuali strumenti di partecipazione a favore di una e-democracy.
Va preso in considerazione infine l’effetto dirompente che ha avuto lo scandalo dei rimborsi elettorali usati dai leghisti per comprarsi un po’ di tutto, lauree comprese, sul partito del Carroccio, che perde molte sue roccaforti, tra cui il comune di Sarego (sede del sedicente Parlamento Padano) passato sorprendentemente sotto la guida dei 5 Stelle.

Cercando in queste elezioni una chiave di lettura più ampia si possono intravedere diversi scenari: un’Europa con grossi problemi, accentuati ma non creati dalla crisi; delle spinte sempre più centrifughe, o comunque sempre più avverse a questo tipo di governance troppo attenta al rigore fiscale e troppo poco alle ripercussioni sulla spesa sociale; il rischio del disfacimento dell’unione monetaria, o almeno dell’uscita di alcuni membri in favore del ritorno alla vecchia moneta; il tentativo di trovare soluzioni alternative alla democrazia rappresentativa; la voglia di cambiamento che quasi sempre penalizza le coalizioni al governo durante una crisi. Le reazioni degli europei a questa crisi possono essere più o meno condivisibili, più o meno preoccupanti, ma non possono essere ignorate. Quel che è certo è che qualcosa sta cambiando, il problema è che non si sa ancora se in meglio o in peggio.

 

Di Antonio Grifò

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Di (11 May 2012)
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  • G.Antonio

    Density, ti ringrazio per il commento e vado a risponderti:

    - Riguardo la Germania, forse sarebbe stato giusto prendere nota anche dell’ingresso di un partito di minoranza etnica in un parlamento regionale, ma la questione non mi sembrava rilevante per il tipo di analisi che ho fatto nell’articolo. Ho poi detto che i grossi problemi della Merkel arriveranno dalla sua coalizione, specialmente in vista delle elezioni federali del 2013, quindi non ho tralasciato la cosa.

    - Sia nell’analisi paese per paese che nella conclusione generale ho fatto notare che è cresciuto l’estremismo in generale (in particolare di destra), quindi non ho dimenticato la sinistra.

    - La domanda “come si collocherà Grillo nello scacchiere italiano?” è sbagliata a priori. Innanzitutto non sarà Grillo a “collocarsi” ma gli attivisti del Movimento 5 Stelle che sono coloro che realmente fanno la politica del movimento, per quanto giornalisti e politici italiani fatichino a farsene una ragione. In più, questo tentativo di analizzare il Movimento 5 Stelle aspettandosi che rientri prima o poi nei canoni della politica attuale, e che quindi stringa alleanze con questo o quel partito, è sbagliato: infatti i 5 Stelle hanno ripetutamente affermato che non stringono alleanze ma che votano in base ai progetti presentati, da qualsiasi parte politica provengano, e così già fanno a livello comunale e regionale.
    Peraltro io non ho dato per scontato che si schiereranno su posizioni di sinistra e il mio articolo cerca anzi di uscire dagli schemi classici destra-sinistra; mi spiace che sia stato interpretato tutto all’opposto.

    - Che il 2013 possa vedere un ritorno del centrosinistra in Europa è un’ipotesi che condivido. L’argomento che però secondo me si rivelerà più centrale sarà l’influenza che i nuovi fenomeni politici e i partiti estremisti avranno sulle istituzioni tradizionali.

  • density

    Volevo fare un paio di precisazioni: in Germania non solo sono i Pirati a vincere, ma per la prima volta entra in un parlamento regionale un partito di minoranza etnica (danese, in questo caso). E i grossi grattacapi alla Merkel li danno i liberali, che continuano a perdere valanghe di voti (nonostante commenti che annunciano come, a fronte di una previsione di voto nazionale sotto il 5 per cento, il partito “resista”); secondo, chiaramente la crescita dell’estrema destra in Francia e Grecia inquieta, ma bisogna anche osservare che è pure la sinistra a galoppare (quella che in Italia non riesce a tenere una struttura coerente per più di due giorni); terzo, come si collocherà Grillo nello scacchiere politico italiano? Perché non è così scontato (tutt’altro, IMHO) che si schieri più o meno su posizioni di sinistra – converrebbe ragionare su altri assi che non siano quelli semplici destra-sinistra.

    Concludo che nel 2013 alla vittoria di Hollande si potrebbe aggiungere quella dell’SPD, e forse quella del PD: cosa farà Bersani (o chi per lui) nei riguardi dell’Europa?

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