“Data Journalism che?”
Se questa, parafrasando, è stata la vostra reazione nel leggere il titolo del mio articolo, non temete. Non siete da soli.
(Se sapete già di cosa sto parlando, potete tranquillamente prendere il vostro mouse e saltare la parte intermedia fino a che non scorgerete la scritta “il libro” in neretto)
Quando parliamo di “data journalism”, ci riferiamo a un tipo di giornalismo organizzato attorno ai dati. Sì, detto così ammetto che sembra molto banale, ma non lo è. C’è una gran differenza che corre tra un articolo che denuncia l’emergenza dei suicidi in carcere, e un progetto come quello di Jacopo Ottaviani, Patrie Galere, che mappa le morti nelle carceri italiane dal 2002 al 2012, basandosi su un supporto semplice com’è Google Maps.
Cito testualmente il sito del Festival del Giornalismo di Perugia, che con tre panel discussion e cinque workshop quest’anno si è dedicato all’argomento con una vera e propria “Scuola di Data Journalism”: “I giornalisti devono fronteggiare una schiacciante abbondanza di dati. In un periodo di sovraccarico di informazioni, per essere utili alla società i giornalisti hanno bisogno di imparare a separare i segnali dai rumori, in modo da offrire una visione valida. I giornalisti devono equipaggiarsi con la conoscenza degli strumenti, delle tecniche e delle tattiche per lavorare con i dati in modo da ricavarne il massimo valore per i loro lettori”.
Un altro esempio pratico di “giornalismo dei dati” è quello del Datablog del Guardian, gestito da Simon Rogers. In questo caso vale il detto: vedere per credere. Visitate il datablog e entrerete direttamente a contatto con alcuni post davvero molto, molto interessanti.
Certo, direte voi, tutto questo ci piace, ma dell’”Handbook” del titolo non ci parli più?
Eccoci. Il libro.
Il Data Journalism Handbook è un progetto nato durante un workshop al MozFest 2011 a Londra.
The Data Journalism Handbook
View more presentations from Jonathan Gray
Si tratta di un lavoro collettivo, un progetto open source co-creato da decine di personaggi, tra i quali troviamo solo per fare qualche esempio membri dell’Open Knowledge Foundation, giornalisti del Guardian, della BBC, del New York Times e del Financial Times, hackers, ricercatori, rappresentanti di Creative Commons… Vorrei farvi qualche nome ma non saprei davvero chi scegliere in mezzo a questa lista infinita. Vi lascio direttamente il link con l’elenco completo dei contributors: http://datajournalismhandbook.org/1.0/en/front_matter_1.html. Il libro, presentato ufficialmente al Festival del Giornalismo di Perugia, è disponibile in copia cartacea, ma ha anche una versione online gratuita e open source, wiki, a cui è possibile contribuire scrivendo alla mailing list ufficiale. Curato da Jonathan Gray, Liliana Bounegru e Lucy Chambers, è proprio quel che sembra: una guida tascabile e alla portata di tutti che vi toglierà ogni dubbio sul “data journalism”, che vi fornirà consigli utili, strumenti e dritte su come iniziare, cosa fare, dove andare a pescare i dati, come sfruttarli ecc… Le sezioni principali del libro, per intenderci, sono queste: “Front Matter”, “Introduction”, “In the Newsroom”, “Case studies”, “Getting data”, “Understanding data”, “Delivering data”.
Con questo link potrete accedere alla versione online del libro e navigare direttamente tra le pagine virtuali di questa guida per futuri data journalists: http://datajournalismhandbook.org/1.0/en/
Se vi state facendo qualche scrupolo in termini di copyright, non temete. Guardate cosa ci dice proprio il sito ufficiale del libro:
“The Data Journalism Handbook can be freely copied, redistributed and reused under the terms of the Creative Commons Attribution-ShareAlike license. Contributors to the Data Journalism Handbook retain copyright over their respective contributions, and have kindly agreed to release them under the terms of this license”. Siamo stati abbastanza chiari?
Se volete approfondire ancora un po’ la vostra conoscenza su casi ed esempi di data journalism ecco a voi qualche link che potrebbe tornarvi utile.
Il sito di Propublica http://www.propublica.org/
Il Datablog del Guardian http://www.guardian.co.uk/news/datablog
Spaghetti Opendata http://www.spaghettiopendata.org
Su Openspending.org potrete trovare alcuni dati interessanti sulle spese delle nostre amministrazioni locali (regionali): http://openspending.org/it-regional-accounts
La pagina di un corso tutto italiano sull’Open Data Journalism (purtroppo per questa sessione le iscrizioni si sono già chiuse, ma stare all’occhio non nuoce, in attesa di nuovi corsi): http://www.opendatajournalism.it/
Il sito web dell’European Journalism Center: http://www.ejc.net/
Il sito dell’Open Knowledge Foundation http://okfn.org/
Il datablog della Fondazione Ahref, gestito da Guido Romeo http://datablog.ahref.eu/hello-data
Vi invitiamo a contattarci via mail per qualche informazione in più riguardo al libro.
Di Miriam Goi (04 May 2012)
-
Andrea