Quando siamo piccoli, siamo portati a pensare che Babbo Natale porterà dei regali a tutti i bambini del mondo. Chiediamo nelle nostre letterine che ci sia la pace nel mondo, e crediamo allo stesso tempo che anche i più sfortunati avranno dei regali, il 25 Dicembre.
E qui una relativa brutta e una bella notizia.
Quella brutta: se non lo sapevate Babbo Natale non esiste, ma non esiste nemmeno equità a questo mondo.
La bella notizia: anche i più bambini del terzo mondo sanno cos’è la Nutella.
Nel mondo ci sono circa 1 miliardo di persone che non ricevono il giusto apporto calorico giornaliero, i principi nutritivi e vitamine necessarie alla crescita. Molti di loro sono bambini.
Nel 2000 le Nazioni Unite hanno redatto un documento, Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, in cui tutte le nazioni firmatarie si impegnano a cooperare seguendo le linee guida di un decalogo di otto punti:
1. Sradicare la povertà estrema e la fame
2. Raggiungere l’istruzione primaria universale
3. Promuovere la parità dei sessi e l’autonomia delle donne
4. Ridurre la mortalità infantile
5. Migliorare la salute materna
6. Combattere l’HIV/AIDS, la malaria ed altre malattie
7. Garantire la sostenibilità ambientale
8. Sviluppare una partnership mondiale per lo sviluppo
e debellare in maniera efficace questi problemi entro il 2015.
All’alba del 2012 noi occidentali non possiamo sentire il cambiamento sulla nostra pelle, ma qualcosa si sta facendo, anche se forse, il rapporto finale di questo progetto non darà i numeri sperati. Organi sussidiari dell’ONU (come L’UNICEF, l’UNDP) e Organizzazioni Non Governative (ONG) lavorando non su base generale, ma procedendo a risolvere i problemi dei paesi caso per caso.
E’ stata fatta molta ricerca in campo scientifico, come anche sono state trovare soluzioni di tipo economico. Per esempio, relativamente al punto 2 e 3, vengono dati degli incentivi ai genitori di bambine residenti nei paesi più poveri per fare in modo che siano mandate a scuola
Per quanto riguarda il punto 1 , è stato creato. da un pediatra francese, un prodotto innovativo chiamato Plumpy’Nut. Il Plumpy’Nut prende ispirazione dalla Nutella, si potrebbe tradurre infatti come “arachide cicciottella” , ed è un concentrato di nutrienti e vitamine da somministrare più volte al giorno, ai bambini sottonutriti. La sua composizione è data dal mix di farina di arachidi, zucchero, grassi vegetali, latte in polvere con l’aggiunta di sali minerali e vitamine (A, C, D, E, B1, B2, B6, B12) per cui ogni confezione da 90gr contiene circa 500 calorie.
Una dieta a base di Nutella insomma.
L’importanza di questo alimento è plurimo: innanzi tutto questo prodotto non deve essere diluito in acqua (come il latte in polvere utilizzato negli anni precedenti), prevendendo l’ingerimento di cibo contaminato, non necessita di essere conservato a determinate condizioni, può essere somministrato direttamente dalle madri, e naturalmente contiene sostanze che consentono di risolvere le carenze del bambino.
Un bambino che non riceva abbastanza iodio durante la gravidanza e nei successivi primi mesi di vita, infatti, avrà delle permanenti carenze intellettive.
André Briend, l’inventore, ha costituito un’azienda, la Nutriset, che produce il Plumpy’Nut: le filiali si trovano in paesi in via di Sviluppo (Niger, Etiopia, Congo..) dove viene prodotta in grandi quantitativi la materia prima (le arachidi) permettendo di contenere i costi del Plumpy Nut. (che sono molto bassi e sono andati a calare:http://www.unicef.org/supply/files/RUTF_Pricing_Data_December_2011.pdf ).
Insomma, avremo pur vinto i mondiali, ma il Plumpy’Nut francese, in campo morale, ne sa di gran lunga più della Nutella.



