Oggi siamo stati a trovare i lavoratori dei treni notturni che in Stazione Centrale stanno protestando dal 9 dicembre 2011. Se non ne siete a conoscenza, sappiate che i treni notturni che collegavano il nord al sud e viceversa sono stati eliminati. Se ad esempio aveste bisogno di raggiungere dei parenti al sud, sarete costretti a prendere un aereo o un Frecciarossa o a fare almeno due o tre cambi, per un prezzo complessivo ben maggiore di quello che era fino a pochi mesi fa. Moretti, ad di Ferrovie dello Stato, ha definito questi treni il “ramo secco” della rete ferroviaria. I lavoratori licenziati, che ammontano a 800, la pensano diversamente. Quasi tutti erano dipendenti (con contratto a tempo indeterminato) presso ditte esterne, e si occupavano del controllo e della manutenzione di questi treni. Non hanno garanzie, sono stati licenziati e l’unico tavolo di confronto nazionale che sono riusciti a ottenere con -tra gli altri- i ministri Fornero e Passera, non ha portato a nulla.
Se pensate che questi lavoratori siano con le mani in mano a piangere sul lavoro perduto vi sbagliate di grosso.
Dal 9 dicembre, infatti, è in corso una protesta che ha visto salire tre dei lavoratori notturni licenziati sulla torre che sta in fondo al binario 21 di Stazione Centrale. Di quei tre fino a ieri ne era rimasto solo uno, Oliviero Cassini, che però stanotte è stato raggiunto da un altro dei lavoratori licenziati, Stanislao Focarelli, che ha dato il via all’iniziativa chiamata “Siamo tutti sulla torre”. Al di sotto della torre, da quasi sessanta giorni è presenza fissa un meraviglioso presidio permanente formato dai colleghi di Stanislao e Oliviero, che da un giorno all’altro hanno perso quello che era il loro “posto fisso”. Il presidio, completo di tutto, tende e cucina comprese, non è mai lasciato a se stesso, e procede parallelamente alla protesta di Oliviero (e ora Stanislao) sulla torre e a quella del comitato “Binario 21 Chiama Italia”, che per domani ha indetto una manifestazione-presidio in piazza Cairoli alle ore 15.00, per protestare contro la soppressione dei treni notturni e per chiedere un tavolo di trattative (stavolta serie) con Governo e sindacati.
Tra i nomi che hanno aderito alla protesta di domani troviamo tra gli altri quello di Stefano Boeri, assessore alla Cultura del Comune di Milano, Giulio Cavalli, consigliere regionale della Lombardia per Sel, Pippo Civati, consigliere regionale della Lombardia per il Pd, Mirko Mazzali, consigliere comunale di Milano per Sel e Massimo Gatti, consigliere della Provincia di Milano per la Federazione della Sinistra.
Fino ad ora ben 9 regioni hanno alzato la voce contro la soppressione dei treni notturni (con quello che i membri del comitato di protesta definiscono un “referendum informale”). Facciamo sentire anche la nostra di voce, unita a quella degli 800 lavoratori lasciati a casa. Entro settimana prossima pubblicheremo sul nostro sito e sulla nostra pagina di Youtube un video-documentario dove saranno presenti anche delle interviste ad alcuni dei lavoratori rimasti a casa.
Cosa: presidio in solidarietà ai lavoratori dei treni notturni, organizzata da “Binario 21 chiama Italia”
Quando: sabato 4 febbraio, h 15.00
Dove: piazza Cairoli, Milano



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[...] un presidio organizzato dal comitato Binario 21 chiama Italia (quello che vi avevamo anticipato in questo articolo . Trenitalia ha infatti deciso di eliminare le tratte dei treni notturni che collegavano il Nord e [...]
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