Cantavano i CCCP

Non è niente, di tutto quello che può essere
le mie mani sono povere, come la polvere, che copre il cielo
come l’angoscia che stringi tra le braccia,
le vene pallide di una pazzia istantanea.
La noia inverte rotta, quando la notte sporca di sale
prende il sopravvento, un percorso laterale
una strada da prendere, una strada senza uscita
un tunnel noioso senza luce in fondo.
Suicide le lucciole, cadevano a pezzi,
bruciando le lettere d’amore che non avevo ancora inziato a scriverti
e la passione di Cristo era un tremolio leggero
di fianco al nostro orgasmo, e mi correva in corpo la tua saliva.
E non è niente cosi semplice come appare sui piatti bianchi
vassoi d’argento pieni di problemi, scelte da prendere, parole da perdere
coma farmacologico la destinazione, overdose di oblio
-il tuo nome al contrario delle strade
-smettila di parlare
-avvicinati un po’
-carenze affettive nel mezzo della notte
-elenchi inutili
-poesie tristi che parlano del tuo corpo
-orgasmi persi tra la sabbia
-le ore piccole
-la notte non è ancora giunta
-sigarette da consumare in fretta
-puoi contare solo su di te
Produci stati confusionali al risveglio della notte dei 500 anni
amami ancora, una volta, come amavi a 15 anni, come amavi da vergine
riempimi di profumo il maglione nero che mi ha fatto mia nonna
respira ancora affannata tra le mie braccia, dormi con la mia maglia
amami ancora come una volta, come quando avresti ucciso il mondo
amami come quando inseguivi ancora i tuoi sogni, o provavi ancora a sognare
amami come ogni volta che ti portavo a vedere sparire il sole, fedeli alla linea
il tramonto si consumava, come si consumava il tuo scheletro con il tempo.
Di (07 December 2011)
Leggi »
  • Archivio

  • Tags

  • Questo Mese

    December 2011
    M T W T F S S
    « Nov   Jan »
     1234
    567891011
    12131415161718
    19202122232425
    262728293031  
  • Meta