SCREEN ADDICTED

videocamera 300x198 SCREEN ADDICTED-Sguardo veloce alle pellicole di ieri, oggi e domani-

Signori, signore e ibridi, BENVENUTI dal vostro Gigi Proiettile!
Ringraziamo la direzione dello Sgamato per averci offerto questo spazio, in cui -a rigor di logica- si parla di cinema.
Ma quale cinema, si chiede l’intrepido lettore, intimorito dal tono allucinato del sottoscritto?
Orbene, TUTTI i generi cinematografici sono bene accetti, qua, allo Sgamato!
Volete i film fracassoni, alla Micheal “BOOM” Bay, dove il massimo approfondimento psicologico proviene da un nero di duecento chili che maciulla sudamericani a colpi di shotgun? Li abbiamo.
Volete i film impegnati, di quelli in polacco con sottotitoli in serbo, con quei piano sequenza lunghi una ventina di minuti che insistono nel mostrarvi i campi di bambù accarezzati dal vento?
Li abbiamo.
Volete i cinepanettoni di De sica, con le tette, i culi, le risate facili da working class hero, ma soprattutto le tette? Li abbiamo, li abbiamo.
E sì, perchè Blockbuster starà pure fallendo, ma noi siamo ancora qua, e la fame di cinema non si è ancora placata.
Orsù, andiamo a incominciare! Ecco che il mio assistente nano, vestito da paggetto del 18° secolo, mi porta la busta con i primi quattro film recensiti dallo Sgamato! Un bell’applauso, signori!
Come dici? Sì, lo so che siamo indietro con lo stipendio..sì, il sindacato..sì, ne parliamo dop.. Ma ti levi, sgorbio infame? Ho visto pezzi di peperoni più grossi, nelle feci di Cicciobastardo (già partiamo con le citazioni!)
Bene, apriamo la busta, come disse la DeFilippi a Costanzo la prima notte di nozze, e andiamo a scoprire cosa la redazione Sgamata, composta da scimmie Bonobo, ci consiglia e sconsiglia stavolta!
A proposito, lo sapevate che le scimmie Bonobo hanno una sessualità che combacia al 89% con quella umana? No, dicevo così, per dire.

Eccoci, dunque:

FILM SGAMATI (altrimenti detti: se pò fà, basta che prendi il menu Jumbo di pop corn)

-Giustizia Privata di F. Gary Gray

gerald butler 224x300 SCREEN ADDICTED
La trama è semplice, ma neanche troppo; una famiglia tranquilla, capitanata da Gerald “Scottish-are-tough-too” Butler viene dilaniata da uno psicopatico con socio: moglie e figlia periscono (tranquilli, è nei primi 3 minuti, qua allo Sgamato lo spoiler è punito con un rapporto prolungato con le già citate scimmie Bonobo), e il poveretto superstite si affida all’avvocato Jamie “Ray” Foxx, che, timoroso di perdere il record di vittorie in aula, patteggia, lasciando praticamente impunito l’assassino, e distrutto il padre di famiglia.
Dieci anni dopo, l’avvocato si rende conto che forse forse il marito andava ascoltato qualche minuto in più.
Parte come un filmetto alla Jean Claude Van Damme, poi si vira dalle parti di Saw: oh, sia chiaro, per me si poteva rimanere dalle parti di Van Damme. Io ho anche il poster in camera, di Van Damme.
Anyway, versò metà film si tenta di stuzzicare lo spettatore con trappole ed enigmi che sembrano usciti dalla già citata saga horror, ma la cosa riesce a metà.
Cosa salva il film, quindi, e lo porta a un giudizio Sgamoso?
Sentite, con tutto il cuore, io di bocciare un film con Gerard Butler proprio non me la sento. Sarà che riesce a costruire un personaggio più che dignitoso (e mi fa ben sperare per il futuro, dopo il disastro de “Il cacciatore di ex”), sarà che da quando ho visto “Gamer” è sul podio dei miei attori preferiti, sarà che quando chiede al direttore del carcere un’Ipod gli vuoi un sacco bene: tutto quello che volete, intanto io gli affibbio tre stelle e mezzo su sei. E d’ora in poi, prima di rispondere al cellulare, mi tocco (e se la volete capire, guardatevi il film).

* * * */2
-Harry Brown di Daniel Barber

No, non è uno spin-off di Harry Potter (grazie a Dio), ma è probabilmente uno dei migliori film britannici degli ultimi anni.
Che gli inglesi ci sapessero fare con la cinepresa era noto, ma sinceramente a me mancava una bella pellicola action thriller tutta made in britain: ecco, dunque, un gioiello di regia (e di fotografia, mamma mia la fotografia *sbavo*), di storia, semplice ma efficacissima, ma soprattutto di interpretazioni.
Se vi dico che la storia è ambientata in un quartiere malfamato di Londra, dove le baby (ma non troppo) gang rendono la vita impossibile per i cittadini, potete capire che le mazzate saranno presenti come se piovessero. E se vi dico che a un certo punto, un cittadino molto tranquillo e rispettoso, viene messo di fronte alla morte di un suo caro amico, caduto proprio in uno screzio con una di queste bande, capite che il nostro eroe si incazza che neanche tua mamma quando ti vede con le occhiaie fino alle ginocchia.
E se vi dico, che oltre a incazzarsi veramente di brutto, si improvvisa VIGILANTE (paura e panico), che al confronto The Punisher è un membro del cast di Glee?
Ecco, ora piazzateci come protagonista Micheal Caine.

michael caine 300x218 SCREEN ADDICTED
Sì, Alfred il maggiordomo. Sento perplessità e scetticismo dalla platea, ma in verità vi dico, davvero, qua si viaggia su livelli altissimi.
Ragazzi, parliamoci chiaro: sir Micheal Caine fa veramente brutto. E lo fa con uno stile semplicemente delizioso. WONDERFUL.
La pellicola è un susseguirsi di azioni violente e potentissime dal punto di vista cinematografico (penso ai titoli di testa, girati con una camera a mano, agghiaccianti, o alla sequenza nella “serra”), ma anche qui il vero contributo lo dà un protagonista semplicemente eccezionale: sì, ok, stiamo pur sempre parlando di Micheal Caine, che detto tra noi, non è l’ultimo arrivato; ma vederlo in queste vesti, provoca una goduria che guarda, non te lo dico che goduria.
Tutto il resto è noia? No, perchè i comprimari, sarà che sir Mike stimola a fare bene, sono tutti all’altezza: Emily Mortimer fa gli occhioni e indaga, Ben Drew (magari lo conoscete come Plan B, non so) fa il suo lavoro, e gli altri seguono a ruota. Se poi nel mezzo del cast mi infili Jack O’ Connell, che se non sai chi è hai sprecato la tua vita, non posso che darti 5 stelle. Dalla regia mi dicono che il regista è stato nominato all’Oscar per un mediometraggio basato su una short story di Elmore Leonard. Ok, abbiamo ufficialmente un regista da seguire. Facci sognare, Daniel: altrimenti ti mandiamo a casa sir Micheal quando gli negano la pensione.

* * * * *

(Piccola pausa per andare in bagno. E lavatevi le mani, zozzoni!)

Di Luigi Oppedisano (30 September 2010)
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